Il casual estivo. I 5 must della stagione Primavera/Estate

di Daniele Catena
Ci sono molti motivi per amare il cambio di stagioni tra l’inverno e la primavera. Nulla di più appagante c’è nel passare dalle giacche pesanti ed i maglioni a degli indumenti più leggeri sentendo una nuova sensazione di libertà e leggerezza. Manca ancora qualche mese al caldo torrido ed alle tiepide serate estive, perciò siamo ancora in tempo per scegliere gli indumenti che ci rispettano.Ecco i cinque must della stagione Primavera/Estate.
1. Polo. La prima polo è stata creata da Rene Lacoste in Francia. Inizialmente, negli anni ‘50, la polo era solo bianca ma successivamente i designer hanno cominciato a reinventarla proponendo nuovi tagli e scelta di colori. Questo indumento dona un look casual perfetto per l’estate ed è adatta sia per la giornata che per le cene informali tra amici.
2. Cinta casual. Non c’è nulla di più estivo delle cinte casual in pelle marrone o nera con fibbia in acciaio battuto. L’eleganza della cinta formale rimane in ufficio e ci lascia abbinare questo accessorio con il resto degli abiti. Particolarmente casual ed interessanti sono le cinte Armani Jeans e le estive in tessuto di Gucci.
3.Jeans. Se i bermuda appartengono a quella categoria denominata “casual too hard”, il jeans è perfetto per uno stile estivo mai sciatto o estremo. Il jeans è un indumento molto versatile. Un modello classico può essere rivoluzionato da una semplice t-shirt. Abbinato ad una polo dalle tonalità scure, il jeans si presta ad una maggiore eleganza, mentre una t-shirt colorata rende il capo immediatamente più easy n’ relaxed.
4. Flip Flop. Molti stilisti sono del parere che le infradito vadano portate soltanto in spiaggia. In realtà la commistione tra casual europeo e casual americano ha portato ad un uso massiccio di questa calzatura. Le Hawaians sono la novità dall’America. Colorate ed in plastica, sono cambiabili continuamente, adattandosi al mood mentale ed emozionale. I modelli in pelle si prestano per un approccio più elegante con questo casual estivo.
5. Occhiali da sole. Non esiste un outfit estivo senza un paio di occhiali da sole. Sono un tocco assolutamente fashion-commerciale. Quel dettaglio necessario per completare la nostra idea di summer style.
New Moon
di Daniele Catena
NEW MOON, secondo capitolo della Twilight Saga è finalmente stato svelato. Dopo due brevissimi sneak peak presentati al Festival Internazionale del Film di Roma, finalmente il pubblico italiano potrà gustarsi la sua vampire story preferita. Tratto dall’ omonimo romanzo di Stephenie Meyer, NEW MOON è la trascrizione letterale di una delle saghe più famose dell’ultimo periodo.
La storia, che prosegue l’happy end del primo TWILIGHT, continua con le avventure di Bella (Kristen Stewart), la fragile umana follemente innamorata di Edward (Robert Pattinson), vampiro “vegetariano”. Ma in NEW MOON, l’amore dei due viene scosso da un terzo incomodo; un nuovo mostro: Jacob (Taylor Lautner), raro e perfetto ragazzo di paese, di giorno umano e con la “nuova luna” licantropo.
Cambia la regia, ma fortunatamente non gli intenti. Se il primo film aveva rispettato quasi tutte le pagine del libro, il secondo, diretto da Chris Weitz (LA BUSSOLA D’ORO) mantiene la sua promessa di fedeltà con i fan, non apportando grossi cambiamenti alla storia originale. Melissa Rosenberg, la sceneggiatrice, ha infatti rilassato tutti i fan affermando che “il lavoro fatto è stato quello di ridurre alcune parti e dilatarne alcune altre, nel massimo rispetto dei dettagli e della storia principale”. E la trama, povera di azione, come il testo originale, è rimasta quasi invariata ricreando alla perfezione le ambientazioni della Meyer.
Nell’insieme, NEW MOON è il film che tutti i lettori della saga stavano aspettando. Erotismo, passione, azione e mistero diventano un unico racconto, inverosimile ma romantico. Sicuramente non è un capolavoro, ma è uno di quei film piacevoli, da evento. E le fan sono pronte ad urlare durante tutta la proiezione, perchè non è importante il silenzio in sala, ma è, anzi, d’obbligo creare un coro, quel vocio continuo che innervosisce gli adulti, ma eccita i ragazzi. Quel rumore che rende viva la sala, finalmente, come da tanto non accadeva. E terminati i titoli di coda, tutti saranno già in attesa per l’ECLIPSE.
fonte: 4FOUR
Fashion Romance. Ladi Gaga

di Daniele Catena
E’ stato da qualche ora rilasciato il video di “Bad Romance” (qui il link per vederlo), sesto singolo di Lady GaGa e primo tratto dal nuovo album “The Fame Monster”. Ma perchè parliamo di musica in Trend? Semplicemente perchè Lady GaGa ci insegna che il successo passa, spesso, prima dall’immagine, ed il video di “Bad Romance” è un tripudio di stile e fashion. Un vero feticcio per gli amanti del genere GaGa.
Icona indiscussa del dancefloor, Lady GaGa è più famosa per il suo stile che per la musica. Lo stile adottato per Just Dance era semplice, quasi blando in confronto alle messe in scena alle quali ci ha abituato negli ultimi mesi. Mini dress zebrato, occhiali da sole super coprenti, guanti in pelle ed un poco estremo reggiseno specchiato. Questi gli elementi che l’hanno resa icona. E da questo momento, la furba GaGa (e tutto il suo staff) non ha fatto altro che pubblicare un singolo dopo l’altro, reinventando i dettami del luxury trash.
Lesbo-kitsh/chic, Miss Germanotta (questo il suo vero cognome) è stata in grando di creare un enorme gruppo di fedeli pronti ad insossare, come lei, qualsiasi oggetto. Reggiseni con i capezzoli spara fuoco, e vestiti creati solo con i pupazzi dei Muppets hanno infine monopolizzato i tabloid, pronti a scommettere sulla nuova reinvenzione.
E se Poker Face e Love Game hanno mantenuto uno stile non troppo eccessivo d’immagine, Paparazzi, ultimo singolo dal primo album The Fame ha permesso alla diva di spingersi fino al suo limite (sempre facilmente valicabile). In un tripudio di feticismo erotico, Dolce & Gabbana hanno prestato gli abiti creati per la futuristica collezione SS 2007. Corpetti da guerriera, lattice e metallo. E GaGa non si tira indietro quando deve ballare con stampelle e corsetto correttivo dorato.
Ma il percorso stilistico della cantante si è sempre più delineato verso un più massiccio uso delle collaborazioni esterne. Tornando a Bad Romance, abbandonati i corsetti italiani, GaGa si affida ad Alexander McQueen per il nuovo look. Meno trash del solito, la cantante sembra una donna del futuro ed anche più nature del solito, sempre che questo termine possa in qualche modo essere accostato all’icona. Il video è un tripudio di bianchi e neri con un piccolo tocco di verde acido dato dalle scarpe feticcio presentate da McQueen alle sfilate SS 2010. Infine torna anche il reggiseno spara razzi, ma solo per qualche breve istante.
E Lady GaGa ci è riuscita nuovamente sbaragliando quella, ormai debole, concorrenza ed avvicinandosi sempre più al titolo di nuova Regina del Pop (e del fashion).
fonte: 4FOUR
Flash For Fun
di Daniele Catena

Il must have dell’inverno 2009 sono i capi della collezione FLASH FOR FUN ideata da Diesel. La velocità dei nostri giorni diventa qualcosa di sempre più inafferrabile. Lavoro, aperitivo, sesso, disco club. E solo in quel momento ritorniamo a casa, stanchi e soddisfatti. Ma come facciamo con il nostro abito? FLASH FOR FUN ha ideato una collezione di vestiti che di notte si trasforma. Pantaloni slim fit per le donne e stile baggy per gli uomini, la Diesel ha pensato a dei capi cangianti. Semplici ed invisibili di giorno, luminosi e flashy di notte. Anche l’intimo diventa glow e freme per essere visto. Il fluorescente vibra ed esplode sul dancefloor, che con la luce UV mette in risalto la patina brillante dei capi FLASH FOR FUN. Tutti i capi sono trattati in modo da apparire regolari di giorno, per poi illuminarsi alle luci dei disco club. I dettagli e nuovi disegni emergono dal tessuto creando un capo totalmente urban ed eccessivo; un capo per divertirsi.
Vivere è un impegno 24/7 ed i nostri vestiti devo predere coscienza di questo. Let’s have FUN!
via|4FOUR
Uguali. Pari diritti per la comunità GLBT
Si è svolta a Roma sabato 10 ottoble la manifestazione “Uguali” per la parità dei diritti delle persone GLBT. Da tutta Italia si sono presentati i gay, le lesbiche i trans e tutte le persone che si sentono trattate come diverse dalle istituzioni. La comunità, minata ed assalita non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli comuni, è ora stanca delle discriminazioni sociali. Ed UGUALI cerca di mettere un freno a questa situazione degradante per un bel paese (almeno in potenza). “Solo chi ha aderito alla nostra piattaforma rivendicativa combatte davvero l’ondata di violenza e di odio verso le persone più deboli”, condividendo l’idea che solo la parità di diritti per tutte e tutti e una nuova cultura basata sull’uguaglianza e sulla pari dignità possano far crescere una società nuova di integrazione e rispetto reciproco“. Queste sono le parole di Fabiana Tozzi, portavoce della manifestazione Uguali.

In piazza il messaggio è stato diffuso in maniera ancora più forte. Differentemente dalle altre manifestazione si è subito cominciato con un breve ed intenso dialogo con i manifestati. Tutti riuniti in Piazza Repubblica (quella tanto contestata lo scorso RomaPride), i rappresentanti della manifestazione hanno espresso il loro pensiero. Il sogno e la voglia di essere trattati come cittadini che “hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, così come recita l’articolo 3 della costituzione italiana.

E’ stato, infine letto il messaggio di Mara Carfagna nei fischi generali di una platea che, proprio dal Ministro per le Pari Opportunità, è stata abbandonata e cancellata. Il Ministro, scusandosi della mancata presenza, come se si sperasse il contrario, ha fatto sapere che si sente vicina alla comunità e che presto verrà firmata una legge contro l’omofobia.

Il corteo si è poi spostato a piazza Venezia per il ritrovo collettivo. Il serpentone di manifestanti ha marciato per le strade di Roma in modo rilassato, lanciando messaggi di uguaglianza e rispetto. Nulla di simile al Pride. La comunità GLBT è scesa in strada come “loro” hanno sempre voluto. Sobriamente. E se nessuna risposta concreta verrà dal Governo, allora ci sarà l’ennesimo smascheramento dell’ipocrisia, vera sovrana italiana.

Malgrado il bellissimo presupposto della manifestazione, ed il totale rispetto per la città che la ospitata, non sono mancati i problemi. Delia Vaccarella è stata verbalmente attaccata in modo violento da un gruppo di facinorosi che sono andati alla manifestazione solamente per proporre pratiche che gli organizzazione, e la comunità, respingono totalmente. “Nessuno può stumentalizzare questa grande manifestastazione pacifica del movimento lgbt italiano. Chi non condivide le nostre pratiche di non-violenza è al di fuori di questo movimente”, ha subito comunicato Fabiana Tozzi.
Nessuno show pubblico; nessun travestimento. Solo un gruppo di persone che sono stanche di essere diverse.
fonte: FUORILEMURA.it
Pop ‘n’ Roll. Settembre 2009
(…and SOUL, and HIP HOP, and TECHNO, and DANCE and all the bootylicious staff. Sweat babe!)
di PINK
Ed eccola la classifica Super Pop del mese. Niente Billboard ed I-Tunes Chart. Questa è la volta di PINK. Cliccando sul titolo di ogni canzone verrete reindirizzati sul video del brano. N’joy!
GOOD GIRLS GO BAD – Leightin Meester and Cobra Starship
Ed eccola la nuova teen song americana. Si, certo, l’hanno premiata agli MTV, ha un buon ritmo, fa shakerare l’anca se pompata al massimo in disco, ma ammettiamolo: questa song non sarebbe nulla senza Miss Leighton, famosa sgualdrina della serie “Gossip Girl”. Che sia la volta di una nuova stonatissima popstar? Per ora Blair Waldorf se la spassa alla Brown, ma presto, parola di Pink, ci saranno suovi brani in arrivo.
E’ tornata in da club, la Madonnaccia che bene conosciamo. Finalmente ha capito che il reppare è una cosa che andrebbe lasciata fare ai massicci black. E così fa rifatto in come-back al tunz con “Celebration”. Una song che ti trasporta in mezzo alla pista e ti sbatte al palo della lap. Grandioso il video girato con i fan in cui finalmente Madonna viene incoronata a Signora Suprema del popolo gay, lesbo, queer, transgender e, toh, per sbaglio pure di quello eterosessuale.
SEXY CHICK – David Guetta Feat. Akon
Ebbene, David Guetta è davvero il principino del dancefloor. Pompa, spacca, ed anche se sbatte nel suo video una quantità mostruosa di donnone in costume micro, riesce sempre a mantenersi al limite tra il battonaggio ed il cool. Pronti ad ascoltare questa canzone da ora a maggio?
E finalmente la Nelly è tornata. Certo, prima battoneggiava in danceflor urlando che era una magnauomini, mentre ora si denuda in strada ed urla dallo psicologo. Ma una cosa va detta: Nelly in questa versione basic è molto più apprezzabile. Niente vocoder, e soprattutto niente Timbaland che si fissa sul voler registrare i suoi lamenti. “Manos al Aire” è un bel pezzo; positivo; solare. Evviva la nuova Nelly.
Emozioniiiii uhhh ohhh! Ed eccole tornare sulla scena le sorelline lesbo-fake più famose del… diciamo solo discretamente famose. Hanno voluto fare le alternative colte con “Win the Game” e ci sono pure riuscite, però, ora, sono tornate alla carica con un brano estiveggiante, ma lanciato a settembre. Tantè, nei club gay fa sempre caldo! Ed “Emozioni” è di banale assurdo, che però non ti fa smettere di sculettare tutto il tempo.
DAF Dance Art Faculty
Apre a Roma un progetto ambizioso dal nome DAF – Dance Art Faculty. Sulla scia del sempre più massiccio interesse mediatico alla danza, ed alle arti in generale, è stata inaugurata questa moderna accademia che vorrebbe regalare alla capitale un polo multifunzionale alla maniera europea.
Situato nella zona Pietralata, soggetta ad una riqualifica grazie al progetto di nuova approvazione chiamato PRINT, l’accademia è stata fortemente voluta dal coreografo Mauro Astolfi, personaggio ben conosciuto nell’ambiente della danza. Situato nella moderna struttura del LANIFICIO FACTORY, il DAF è ha un’unica missione. La formazione di un artista a tutto tondo che possa trovare una via più semplice per immettersi nel mondo del lavoro, grazie ad una preparazione vera e completa.
Senza focalizzarsi solo sulla danza, l’accademia spazia a 360° nell’ambito delle discipline artistiche formando degli allievi pronti a potersi interfacciare in un campo lavorativo ad altissima qualificazione. Diviso in dipartimenti, il DAF offre un ventaglio di offerte interessanti. Tra queste è di particolare interesse il dipartimento di arti sceniche, cinema e nuovi media, diretto da Enzo Aronica, personalità nel campo del digitale applicato alle arti visive. Con una particolare attenzione alle nuove tecnologie, questo dipartimento formerà degli allievi capaci di utilizzare il linguaggio contemporaneo tecnologico applicato alle forme d’arte classiche come il ballo o il teatro.
Oltre alla presenza di interessanti corsi di canto (di gruppo e personali) e specializzazioni in musical, il progetto DAF convive all’interno della struttura del LANIFICIO FACTORY con un’altraottima organizzazione. la URBAN ARTS PROJECT è il polo artistico dedicato alla cultura di strada. Hip Hop, writing e corsi da DJ saranno strutturati in modo da poter diffondere l’arte urbana slegandola dal concetto di illegale e pericoloso.
Il DAF è davvero qualcosa di totalmente nuovo e rivoluzionario per una cultura in cui nasce sempre più chiusa su se stessa e pilotata da regole vecchie ed approssimazione. Quello che si spera è che questo polo artistico possa riuscire ad emergere dall’ambiente vuoto che ci circonda.
How To Tie a Tie
di Daniele Catena

La cravatta, nata come mezzo di tortura dei Mongoli per legare gli schiavi per la gola ai sellini del cavalli, con il tempo è diventata item della classicità maschile. Sexy, banale, semplice, colorata, casual, elegante, la cravatta è un accessorio che ora si abbina con tutto, anche con la t-shirt. Ed in una diffusione così di massa della cravatta, ritorna l’arte del nodo.
Normalmente si conoscono due o tre nodi al massimo, ma ne esistono di diversi. Perfino i ricercatori di Cambridge, Thomas Fink e Yong Mao, si sono dedicati alla questione dei nodi. Applicando dei modelli matematici alla cravatta, i due, hanno trovato fino ad 85 nodi diversi. Ma quali sono i più usati?
Il Tiro a quattro è il nodo classico che tutti conosciamo e nato a Londra nel 1800, ma di grande importanza è anche l’Half-Windsor (applicato ad una cravatta Regimental). Differentemente dal nodo semplice, quest’ultimo è un nodo più largo e necessità di sei passaggi. Allargando l’attacco della cravatta, il Duca di Windsor, ha portato alla diffusione del nodo omonimo, effettuabile in otto/dieci passaggi.
Descrivere un nodo, però, è molto più facile che realizzarlo. Per questo, nell’era del video on-line, i tutorial sui nodi alle cravatte proliferano e collezionano utenti su utenti. About/Style è uno dei migliori portali per i nodi alle cravatte, papillon e consigli di stile. “How to tie a tie” è uno dei video più interessanti di About/Style sul nodo Windsor e sull’Half-Windsor. Ma YouTube è un’altra importante fonte di tutorial per la cravatta. Howcast è il canale su YouTube tra i più completi. Il loro archivio di video prevede tutorial per diversi tipi di nodi e farfallini, ma in caso di emergenza basta digitre la vostra richiesta, ed il nodo è fatto.
foto|wweek.com
L’erotismo glamour della Mongolia
di Maria Tridico

Gianluca Giraffa riscopre il senso dell’erotismo dei caratteri culturali della Mongolia. Ispirazioni etniche per un erotismo glamour, fanno di Gianluca Giraffa uno degli erodienti più brillanti dell’Accademia Altieri.
Che tipo di trucco avevano le modelle durante la sfilata?
il trucco era semplice ma ben curato nei minimi dettagli, non complicati per poter risaltare e valorizzare l’intera collezione ,vista la diversità dei temi scelti.
Quali sono i tessuti che più utilizzi? E il tuo preferito?
Per questa mini collezione ho utilizzato duchess di seta e chiffon, la duchess ha persmesso di realizzare la rigidità degli abiti e creare tagli tipici della mongolia e delle loro festività. Mentre con lo chiffon sono state realizzate tutte quelle applicazioni che formano il risultato che desideravo dare ai vestiti “effetto pelliccia”, per dare volume e nel contempo creare morbidezza. Inoltre per ricordare quel tipico costume mongolo utilizzato dai ragazzini per le festività (popolo degli TSAATAN). Accessoriando il tutto con applicazioni di piume e tessuti con stampe di pitone per ricordare alcuni animali totemici della cultura mongola e concludendo il tutto con punti luce realizzati con gli Swarovski.
Che ruolo ha l’accessorio nel look di una donna?
L’accessorio non è solo abbellimento, determina la riuscita dell’abito delle volte. Su abiti semplici possono essere proprio questi a formare la grande particolarità dell’abito. “Un vestito senza accessorio e come dire un corpo senza vestito”. Noi stilisti vestiamo il corpo e gli accessori vestano l’abito perché da solo può essere nudo.
Come definisci il tuo stile?
Posso solo dire una cosa su tutte… femminilità e eleganza, tutto il resto sono sfumature di quest’ultime.Per es: la trasgressione, l’eccesso o la provocazione possono essere inserite benissimo all’interno di una collezione ma se non si tiene presente la femminilità in primis e l’eleganza poi, diventano per me volgari e senza significato se indossati da una Donna.
In conclusione, ora che il percorso all’accademia Altieri è terminato è tempo di bilanci. Cosa ti aspetti dal mondo del lavoro?
Nella vita bisogna imparare e poi mettere in pratica cosa hai imparato e poi percorrere la tua strada mettendoci del tuo per esprimere te stesso in ciò che andrai a creare. Penso che le sole idea non mi porteranno da nessuna parte; per questo motivo il mio intento per ora è iniziare a capire cosa sia realmente la moda, come si realizza una collezione dalla fase del disegno alla confezione vera e propria dell’abito; imparando tutte le tecniche e trucchi della haute couture. In futuro perché no vorrei in qualche modo rivoluzionare il mondo della moda femminile.
La donna egiziana ricoperta d’oro di Enrico La Rocca
di Maria Tridico

Enrico la Rocca è uno dei giovani stilisti che hanno debuttato durante la sfilata di moda organizzata dall’Accademia Altieri. L’antico Egitto è stato il tema da lui scelto. Oro, sensualità e mistero sono gli elementi che compongono l’abito della sua donna. A 4Four ha rilasciato un’intervista esclusiva per parlare del suo stile e dei suoi sogni da stilista.
Che tipo di trucco avevano le modelle durante la sfilata?
Trucco semplice che risaltava l’eleganza degli abiti e la sensualità della modella.
Quali sono i tessuti che più utilizzi? E il tuo preferito?
Per queste creazioni ho scelto dei tessuti che rientravano in tema, però con punte di innovazione ho scelto lo shantung di seta,il pizzo con disegni che raffiguravano fiori stilizzati e sfilacciature quasi a riprendere i fiori e i papiri egiziani e l’organza metallica per gli effetti di volume…tutto rigorosamente trasparente perché è quello che mi piace di più è “velare e svelare” il corpo di una donna.
Che ruolo ha l’accessorio nel look di una donna?
Fondamentale, ovviamente se il look lo richiede, a parte che l’abito o semplice o eccessivo richiede sempre un minimo di accessorio. Ad esempio un vestitino liscio semplice corto allora ci sbizzarriamo con cinte. Un abito lungo ricamato e quant’altro, alziamo i capelli su e facciamo scendere dei particolarissimi orecchini.
Come definisci il tuo stile?
Attraverso i miei abiti,esprimo una vocazione al bello,declino una pluralità di alternative,interpreto e ridefinisco i termini di quella ancestrale e misteriosa condizione esistenziale che è l essere donna. L’esaltazione del corpo,delle forme e dei volumi che gli sono propri,è vissuta da me come un atto creativo e comunicativo ad alta levatura seduttiva:attraverso abiti dalle linee sinuose e trasparenze accattivanti…esprimendo cosi tutta l estrosità e l originalità che mi contraddistinguono,le ispirazioni sono molteplici,variano in un camaleontico caleidoscopio di stili che si intrecciano e si influenzano approdando a soluzioni sempre nuove ed affascinanti,una inesauribile vena creativa attraversa tutte le collezioni.. innovazione e tradizione,eccentricità e attenzione morbosa ai dettagli e ai particolari tutto secondo l innegabile gusto dell’haute couture.
In conclusione, ora che il percorso all’accademia Altieri è terminato è tempo di bilanci. Cosa ti aspetti dal mondo del lavoro?
Io vorrei per un po’ fare qualche esperienza presso stilisti già affermati per poter vedere più da vicino trucchi e tattiche per poi iniziare a produrre la mia linea sperando piaccia e vada avanti. Ovviamente una linea di alta moda, un alto pret a porter con all’interno alcune esclusive creazioni haute couture con accessori abbinati.
via|4FOUR

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