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Fenomeno Twilight

Posted in Azione, Fantasy, Romantico by danielezampa on ottobre 30, 2008

 Follia, follia pura al Festival Internazionale del Film di Roma. Sono stati presentati in anteprima mondiale 15 minuti del prossimo teen cult Twilight. Le ragazze (i ragazzi si erano come smaterializzati) erano aggrappate con forza alle balaustre del red carpet. I vampiri sarebbero arrivati a breve. E come in un vero film, 15 minuti prima della proiezione, il cielo si è scurito. Tutto grigio. Una pioggia violentissima si è rivoltata sul tappeto e sui presenti. I tuoni hanno fatto da padrone, ma le ragazze erano ancora tutte lì. E l’atmosfera era perfetta.

Il film, storia d’amore tra un’umana ed un vampiro, racconta dell’incontro dei due e di come, lentamente e sfortunatamente, si sono avvicinati. E la lotta tra due mondi ha inizio. Da una parte i vampiri (vegetariani) che proteggono l’umana, dall’altro gli altri vampiri; crudeli, cattivi e pericolosi. Un Romeo e Giulietta moderni, che hanno incantato grazie al fenomeno letterario della saga creata da Stephenie Meyer (ad ora quattro libri in libreria).

Un fenomeno femminile inspiegabile ed inaspettato. Tre ragazze sedute in sala mi hanno spiegato perché il racconto è così bello. “E’ una storia d’amore fortissima, straziante”, hanno detto con un’energia incredibile. Un’altra ragazza ha detto che il libro è fantastico perché racconta di una amore puro. “Lei lo ama, ma lui è immortale. Questo rapporto non potrà mai andare avanti eppure i due continuano ad amarsi”.

Salta, però, subito all’occhio l’età delle fan. Tutte dai 14 anni in su, una; particolari nello stile, e tutte pronte ad urlare a polmoni pieni qualunque cosa pur di interagire con i due protagonisti. Kristen Stewart e Robert Pattinson, insieme alla folle regista Catherine Hardwicke, hanno incontrato i ragazzi per chiacchierare. Ed ancora urla lancianti, risate ed energia. Oltre ai primi minuti del film, nessuno ha ancora visto nulla, eppure sono tutti certi che Twilight sarà, inesorabilmente, il più grande successo commerciale dell’anno!

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Pride and Glory

Posted in Emozioni, Poloziesco by danielezampa on ottobre 29, 2008

 Ieri sera grande notte Romana con Colin Farrell al Festival del cinema con il film americano Pride and Glory. Regia di Gavin O’Connor, riporta al cinema la corruzione della polizia newyorkese. Il cinema americano, come il nostro con i film di mafia, cerca sempre di mostrare i racconti di persone corrotte, e successivamente punite. Sfida senza regole e The departed sono solo due lampanti esempi di questo trend, ma Pride and Glory è il primo che ha il coraggio di parlare della corruzione a New York. “Dopo l’11 settembre tutto è cambiato. A New York ho perso tantissimi amici. Ed ora la città è diversa. Quando cresci a New York sai dell’esistenza di qualcosa che si chiama Blue Wall of Silence che riguarda i poliziotti e quella è un’istituzione che non può cambiare” afferma il regista. E su questa istituzione, codice d’onore inviolabile, O’Connor basa il suo film.

Quattro agenti della polizia di New York sono rimasti uccisi in un agguato. Il tragico evento scuote l’intero dipartimenti di Polizia, mettendo tutti in allerta. Con un assassino a piede libero e così tanto in gioco, il capo dei detective di Manhattan, Francis Tierney, chiede a suo figlio Ray di condurre le indagini. Ray accetta il caso anche se con riluttanza, consapevole del fatto che i poliziotti uccisi prestavano servizio sotto il comando di suo fratello, Francis, ed al fianco di suo cognato Jimmy Egan. Apparentemente sembrerebbe trattarsi del solito sequestro di droga finito male ma Ray comincia a rendersi conto che qualcuno deve aver informato gli spacciatori dell’imminente arrivo della polizia. Probabilmente si tratta di qualcuno all’interno. Le prove sembrerebbero condurre verso persone di cui non dubiterebbe mai: suo fratello e suo cognato. Col trascorrere del tempo, il caso mette sempre più a dura prova i membri della famiglia, obbligandoli a scegliere tra la lealtà che li lega e la fedeltà verso il dipartimento di Polizia.

Lo sguardo del regista cerca di pedinare tutti i personaggi catturandone gli aspetti più intimi. Questi uomini si mostrano fragili nella loro solitudine ed hanno paura di tradire la propria famiglia ed il codice d’onore. Ma lo fanno ugualmente, la smania di soldi e la vendetta portano alla rottura del patto più grande. La distruzione del legame fraterno. La storia, che non è neanche troppo originale, colpisce grazie ad elementi capaci di rapire il pubblico. Un grande dramma e l’appartenenza viscerale ad un territorio amato. Pride and Glory, mostra più ombre che luci, ma non per questo non è un film positivo. Il finale non è raggiante ma lascia un frammento di sconforto. Di sicuro ha convinto il pubblico.

Galantuomini

Posted in Drammatico, Film Denuncia by danielezampa on ottobre 28, 2008

 Galantuomini, uno dei film più attesi del Festival Internazionale del Film di Roma è stato presentato ieri sera. Edoardo Winspeare ha messo su un bel circo mediatico. Sacra Corona Unita, Puglia, anni ’90, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, colori e musica. Tutti sarebbero interessati a vedere un film che prevede tutti questi elementi insieme. C’è da aspettarsi un bel prodotto cinematografico d’autore, una bella storia ed un insieme di fattori combinati perfettamente, ma forse è stato fatto un errore di calcolo.

Ignazio (Fabrizio Giufini), magistrato, torna a vivere a Lecce dopo una lunga esperienza professionale a Milano. Tornando nella sua terra incontra nuovamente tutti gli amici d’infanzia. Lucia (Donatella Finocchiaro), una di loro, è la ragazza di cui Ignazio è segretamente innamorato. Lei è il braccio destro del boss Carmine Zà (Giorgio Colangeli), capo dell’organizzazione Sacra Corona Unita. Fabio (Lamberto Probo), altro amico di infanzia di Ignazio, non è più innocente come quando era un bambino, e, implicato in una faccenda di mafia e droga, viene trovato morto dopo l’incontro con il bullo della città Infantino (Beppe Fiorello). Ad Ignazio viene affidato il caso di Fabio, e, sconvolto e disperato, si immerge nell’oscurità di una Puglia corrotta e pericolosa.

Eduardo Winspeare ha un buon intento. Cerca di mostrare quanto brutta era la sua terra e come potrebbe ritornare ad essere terrificante viverci. La crisi, la violenza, il dolore, in modo meno violento dei ’90, tornano a farsi sentire ed il regista, con questa storia, cerca di mettere tutti in guardia. La struttura del film rimane intera malgrado il linguaggio dialettale (completamente tradotto con i sottotitoli) e le interpretazioni caratterizzano ed aumentano il valore del film. Donatella Finocchiaro, bravissima come poche altre volte, si è calata nel ruolo imitando con perfezione l’accento del sud della Puglia, differentemente da Beppe Fiorello, che dovrebbe immediatamente ritornare a fare tv (il cinema è già pieno di attori mediocri).

Ma la falla del sistema c’è e continua ad esistere inosservata in Galantuomini. Pare che il sud Italia possa essere visto solo attraverso la storia della mafia. La cultura del paese viene completamente annullata dal preconcetto che sotto Roma ci sia Babele. E dopo tantissimi film di spacci, armi ed organizzazioni criminali, viene da pensare se qualcun altro (oltre Rubini) riesca a raccontare una Puglia bella; una regione positiva. Perchè anche se Winspeare ha creato la sua opera con la migliore delle intenzione, questa rimarrà inesorabilmente un film di mafia qualsiasi.


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Easy Virtue

Posted in Commedia by danielezampa on ottobre 28, 2008

 Giochi di ruolo e vecchia Inghilterra si fondono alle battute irriverenti di Stephan Elliot (Priscilla, la regina del deserto) in un grande film chiamato Easy Virtue. Elliot, lontano dal panorama cinematografico da anni, è tornato con una grande commedia, remake dell’omonimo film di Hitchcock, e tratto dalla piece teatrale di Noel Coward. La black commedy di fonde con l’umorismo british in una fantastica guerra personale tra America ed Inghilterra. L’America è una bellissima ragazza bionda, indipendente e solare. L’Inghilterra è, come tutti ci si aspettano, una signora acida, snob, altolocata ed insopportabile.

Sono gli anni ’30. John Whittaker (Ben Barnes) torna a casa casa con una grossa novità. Ha sposato Larita (Jessica Biel) ed ora è pronto per trasferirsi a Londra. Quando i due tornano a casa, tutta la famiglia è sotto shock. Non bastava che il figlio si fosse sposato senza avvisare la famiglia, non bastava che Larita fosse la più bella ragazza mai incontrata, ma lei era anche Americana. Diretta, allegra e con la voglia di fuggire via. La suocera (Khristin Scott Thomas) decide che l’unico modo per sistemare questa situazione è combattere. Bastoni tra le ruote, cene insipide, caccia alla volpe e teatrini di beneficenza saranno tutti gli ostacoli che la povera Larita dovrà superare in un crescendo di comicità. Ma il finale potrebbe riservare non pochi colpi di scena.

Sthephan Elliot mischia tutti gli elementi creando una collisione all’interno della villa inglese. Le mura immobilizzano tutti i personaggi che sono costretti ad affrontarsi, ed insultarsi, e spiarsi come se questo fosse l’unico passatempo possibile. Gli inglesi non appaiono al meglio. Troppo rigidi ed assolutamente irresistibili. Colin Firth, che ci ha abituato a vederlo nei panni del londinese ricco una moltitudine di volte, in Easy Virtue è invece il personaggio di mezzo. È l’unico che può mediare tra la mummia di sua moglie e la diva Larita. Ma mediando tante cose possono cambiare ed i colpi di scena sono sempre in agguato.

Gli attori sono bravi tutti, anche Jesica Biel che è solo all’inizio della sua carriera. Sembra essere a suo agio in questo ruolo mostrandosi in tutta la bellezza possibile. Ben Barnes, smessi i panni de Il principe Caspian, diventa un ragazzino ricco inglese. E lo con convinzione. Il resto del cast è semplicemente perfetto.

Esay Virtue è un film che va visto se si vogliono passare poche ore di rilassamento all’insegna di buon cinema e tanta ironia political s-correct.

Il passato è una terra straniera

Posted in Film Denuncia by danielezampa on ottobre 27, 2008

 Il passato è una terra straniera ha debuttato ieri sera. Il film che potrebbe tranquillamente vincere la competizione popolare di questa edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma, preannuncia una repentina scalata nei box office italiani. Tratto dal romanzo omonimo di Gianrico Carofiglio, è diretto da Daniele Vicari in modo assolutamente intelligente.

Giorgio (Elio Germano) è uno studente modello di giurisprudenza. Vuole fortemente diventare un magistrato. La sua vita si svolge con monotonia a Bari. Qui incontra Francesco (Michele Riondino), ragazzo magnetico che cela una personalità borderline. I due cominciano a frequentarsi ed a giocare a poker, dove, barando, cercano di guadagnare più soldi possibile. La vita di Giorgio cambia drasticamente, e, da un giorno all’altro, si ritrova a frequentare i letti di donne sposate e ricche e bische nascoste in scantinati e vecchi palazzi. Ma più soldi ci sono e più voglia c’è di farne, così i due intraprendono un viaggio in Spagna per comprare una partita di cocaina da rivendere in città. Però il viaggio cambierà definitivamente l’assetto della loro amicizia.

Il film è uno spaccato reale della malavita del barese. La storia porta a galla gli aspetti bui di una nuova generazione di ragazzi che cerca di sostituire i vecchi mafiosi che in passato hanno rovinato la reputazione di una bellissima area geografica. La camera si insinua nella vita di Giorgio e Francesco mostrando le insicurezze di chi abbandona la normalità per poter comandare (e distruggere). Daniele Vicari fa un uso interessante dei suoi mezzi che comunicano in modo diretto con gli spettatori.

A fine proiezione, quando c’è stata la possibilità di dialogare con il cast, nessuno ha avuto il coraggio di esprimersi. Quelle immagini forti, di una realtà che ci appartiene, si sono impadronite del nostro sapere in modo subdolo. L’ironia con cui le vicende vengono raccontate alleggerisce tutto il racconto fino alla rottura finale, in cui i ruoli vengono mostrati ed i segreti crollano inesorabilmente. Il passato è una terra straniera, oltre ad essere il primo film italiano decente in concorso, sicuramente farà discutere e riflettere.

High School Musical 3: Senior Year

Posted in musical by danielezampa on ottobre 27, 2008

 

Presentato nella speciale sezione Alice / Premiere, High School Musical, ha infiammato l’Auditorium, dove, ieri sera, è stato presentato per la prima volta in Italia. Il Red Carpet è diventato un nuovo liceo dove tutti i bambini della capitale si sono incontrati per poter vedere i loro idoli. Ashley Tinsdale e Corbin Bleu. Mai si era visto un evento così seguito da quando il Festival è nato.

La Disney, che ha collaborato alla realizzazione di questa festa, ha ricreato il mondo di High School Musical regalando a tutti magliette, gadget ed i famosi pom pom rossi e bianchi, i colori dei grandi Wildcats. Già da un’ora prima dell’inizio della proiezione non si poteva contenere l’energia della folla che è letteralmente impazzita quando il cast del musical italiano a teatro è arrivato sul carpet con 30 ballerini vestiti della classica toga rossa e cappellino. Ed in un crescendo di meraviglia, infine sono arrivate le macchine con gli attori. Corbin Bleu e Ashley Tinsdale, vestita in argento e con cane a carico. Non ci sarebbe potuto essere altro sfondo musicale all’evento se non forti, continue, urla di ragazzi.

Il film riprende la storia dei sei liceali nell’ultimo anno di liceo. Tutti dovranno scegliere che strada prendere. Troy e Chad ovviamente preferiscono il basket, Gabriella una lontanissima università, Sharpay ed il fratello Ryan non possono che scegliere una scuola d’arte. I ragazzi si ritrovano nuovamente a recitare nell’ultimo musical del liceo. Un grande addio prima che le loro vite cambino. Ma molte decisioni vanno prese e forse gli obiettivi di tutti non sono tanto semplici come sembrano. Troy e Gabriella si ritroveranno, per un’ennesima volta, a decidere della loro relazione ed è difficile sapere se questa volta riusciranno a rimanere uniti una volta terminato il liceo. 

High School Musical, approdato al cinema, fa un grande passo in avanti rispetto ad i primi due film. Le musiche si superano, i set sono perfetti, le coreografie grandiose e gli attori ancora più bravi. Malgrado in molti abbiano dei pregiudizi nei confronti dei teen movie, questo è un caso a parte. È l’evento che appassiona da quasi quattro anni ed è un perfetto, e positivo, lavoro Disney.

Non solo i bambini vogliono vedere il musical, ma anche i grandi si riescono a divertire. La grande ricetta segreta della Disney funziona sempre. Il fenomeno ha ricominciato a crescere e tutti, senza neanche aver visto il film, già chiedono a gran voce un nuovo episodio della saga. Ed ora che il liceo è finito, forse sarà la volta di un enorme, spettacolare, esilarante University Musical.

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The Duchess

Posted in Emozioni, Storico by danielezampa on ottobre 26, 2008

 Ancora un film in costume per la bellissima Keira Knightley che questa volta veste i panni della Duchessa Georgiana del Devonshire. Le passioni, i tradimenti, e l’odio nascosto corrono nelle camere dei palazzi reali del’700 in un affresco dipinto egregiamente da Saul Dibb.

La giovane Georgiana (Keira Knightley) viene data in sposa al ricco Duca di Devonshire (Ralph Phinnes). Lei, bella come il sole, e colta come poche donne del suo periodo, è contenta di essere stata scelta, malgrado debba dire addio a Charles Gray (Dominic Cooper), ragazzo con cui segretamente amoreggiava. Trasferitasi nel palazzo del marito, scopre che il suo legame non è nulla di sentimentale. E’ stata scelta per mettere al mondo un figlio maschio. E mentre, negli anni, lei mette al mondo due bambine, suo marito la tradisce di continuo. La Duchessa nel frattempo diventa la donna più affascinante ed influente della sua epoca, ma dietro il suo sorriso, nasconde un terribile dispiacere. L’apice del dolore, Georgiana, lo raggiunge quando il Duca la tradisce con un’amica di lei che viveva sotto il loro stesso tetto. La Duchessa rimane, così, incastrata, in questo triangolo d’odio da cui solo il cresciuto Gray potrà tirarla fuori.

Un film femminista come molti, mostra l’uomo come un bastardo capace solo di sofferenze. La grande metafora del dolore della Duchessa di risolve in una ritrovata felicità grazie ad tradimento che la riporta in vita. Come se gli errori si possano scacciare solo con altri errori. La violenza degli uomini, e la devozione delle donne, viene sbattuta su uno schermo sfarzoso, immagine di una Londra mondana e benestante. Le persone, che altro non fanno se non spendere e giocare, vivono di gossip, e le mura dei palazzi, per quanto doppie, non riescono a contenere tutti gli scandali di una famiglia.

E Georgiana, legata al marito dai ricatti, capisce che per stare bene deve fare parte del gioco accettando i peggiori soprusi per la afferrare e stingere la classica e banale parola amore.

Appaloosa

Posted in Western by danielezampa on ottobre 26, 2008

 Ieri sera c’è stata la proiezione speciale del film americano Appaloosa. Ed Harris alla regia, firma un western completamente distante dai classici conosciuti. Recitano, insieme al regista, il bravissimo Viggo Mortensen, Jeremy Irons e Reneè Zellweger.

Se fino a questo momento eravamo abituati a scenari bollenti e rumorosi, pallottole sparate in continuazioni e prostitute d’albergo che ballano e cantano per fare soldi, con questo nuovo film dovremo ricrederci. Quegli uomini forti chiamati cowboy diventano degli uomini comuni di un paese senza più legge e regola. La donna è ora una giovane signora, graziosa e delicata, che nasconde l’indole di puttana approfittatrice. Ed i cattivi, beh, loro sono sempre cattivi.

Virgin Cole (Ed Harris) e Everett Hitch (Viggo Mortensen) vengono assoldati dai ricchi della città Appaloosa per poter far ritornare la tranquillità tra le strade. Ma i due hanno un obiettivo in più. I cattivi del luogo hanno ucciso un caro amico di Virgin e lui vuole vendicarsi dell’accaduto. Ma quando Allison French (Renèe Zellweger) arriva in città, il cuore di Virgin Cole comincia a sciogliersi, indebolendo inevitabilmente anche l’assetto con il suo collega e la sua lancinante forza di vendetta.

Il film, tratto dal romanzo omonimo di Robert B Parker, è di un intelligenza unica. I lunghi silenzi si contrappongono a dei dialoghi genialmente divertenti. “I personaggi sono quelli dei classici”, afferma Viggo Mortensen, “ma sono stati aggiunti tanti dettagli che rendono tutto il film diverso dagli altri”. “Lo script”, aggiunge successivamente Ed Harris, “era già interamente scritto nel libro. L’85% dei dialoghi sono esattamente identici a quelli ideati dallo scrittore e noi ci abbiamo aggiunto solamente un po’ di ironia”. I personaggi sono sottilmente delineati. Sembra che gli attori non recitino una parte, ma vivono nello schermo. Il regista, anche sceneggiatore insieme al produttore Robert Knott, ha detto che ci sono voluti “5 o 6 mesi per completare la sceneggiatura. Ma il libro ha aiutato tantissimo a definire i particolari dei personaggi. Questo ha reso loro molto definiti e recitarli è stato come vivere per un anno con questi ragazzi”.

Tutto il film, a basso budget, riesce ad emozionare e soprattutto a divertire con una sottile e mai banale ironia. I triangoli amorosi, le fughe dal treno e le lotte di potere diventano un evento bellissimo in un film poetico e piacevole come Appaloosa.

Un gioco da ragazze

Posted in Emozioni, Film Denuncia by danielezampa on ottobre 25, 2008

Ieri sera ha debuttato con una proiezione stampa l’atteso film Un gioco da ragazze di Matteo Rovere. Prima della proiezione il produttore ha dato un annuncio importante. La commissione per la censura ha previsto un divieto che non permetterà di vedere il film agli under 18. Se si pensa che la storia parla ed è fatta per i liceali, la situazione appre buffa, ma mai come il film, deriso e beffeggiato dai giornalisti. La storia è semplice.

Elena, Michela ed Alice hanno diciassette anni. Sono ricche, belle e stronze. L’unica loro preoccupazione è essere favolose, alla moda, girare per locali e mangiare il minimo necessario per camminare. Le tre, stanche della loro condizione “superiore”, allietano le giornate creando giochi crudeli e distruggendo i loro “sudditi”. Uno di loro è Mario Landi (Filippo Nigro), professore della scuola in cui le tre studiano.

Tutto troppo semplice e banale, Un gioco da ragazze è una brutta copia delle moderne serie televisive americane. Gossip Girl, 90210, OC, sono probabilmente le copie originali (ed a colori) di questa scialba messa in scena, che però, finalmente, porta sullo schermo una particolare situazione in modo interessante ed accattivante. La malvagità fatta fashion e soldi attrae da sempre, ed è arrivato il momento dell’Italia di mangiare una fetta di quel mercato internazionale che prevede gli stessi elementi della metà dei nuovi serial.

Le ragazze del film hanno incontrato la stampa. Sono apparse turbate dalla censura e spiegano che il film non vuole ledere nessuno e nemmeno mostrare uno stile di vita interessante. “La ragazza che interpreto”, dice Chiara Chiti che interpreta Elena, “è cattiva, ma tutti possono vedere quanto sia triste e depressa. La sua vita è deprimente e nessuno vorrebbe imitarla”. Dello stesso parere sono anche le altre che sperano in un ritiro del divieto.

La Rai Cinema, che con questo film avrebbe per la prima volta nella storia della sua industria un film censurato, spera che questo problema si possa risolvere facendo ricorso. A noi, che ormai siamo in questo turbinio di gossip non resta che aspettare il 9 novembre, giorno in cui il film uscirà dalle sale.

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Omaggio a Steno

Posted in Documentario, steno by danielezampa on ottobre 24, 2008

Steno, grande della commedia italiana, viene celebrato all’Auditorium con un omaggio particolarissimo dal sapore monumentale. Maite Carpio, ha messo insieme i ricordi degli amici e dei figli (Carlo ed Enrico Vanzina), cercando di inserire i momenti dei suoi film che sono passati alla storia.

La sala, gremita di persone che il cinema lo amano e lo respirano, osservano lo schermo ricordando i tempi lontani in cui il cinema italiano era davvero bello. I tempi in cui l’Italia non viveva nell’oro ma sicuramente non viveva in un momento critico come l’attuale. E così, tutti, ci siam ritrovati a dimenticare le nostre crisi per rilassarci con i film che grande hanno reso il cinema italiano. Un americano a Roma, Febbre da Cavallo, Totò a colori sono solo alcuni dei titoli portati al cinema da Steno. “Steno è stato per me molto importante da un punto di vista professionale” – dice Mario Monicelli – “è una persona di grande talento: gli ho voluto molto bene. Era una persona mite, molto generosa, non era un sopraffattore, una persona da cui ho imparato molto, a ragionare, ad essere civile”. E come lui anche Scarpelli, Vincenzoni, e tantissime altre persone si uniscono al coro di complimenti e bei ricordi. Enrico Vanzina, visibilmente emozionato, non riusciva a parlare per l’emozione provata rivedendo suo padre sullo schermo e Montesano, lanciato al cinema da Steno, ha voluto raccontare alla platea tutte quelle storie buffe che accadevano sui set di Steno.

Anche se non si è preso parte a questo grande periodo di cinema, non si può non ringraziare Stefano Vanzina (questo il suo vero nome) per tutto ciò che ha fatto. Per aver mostrato con comicità e tranquillità i problemi di un piccolo paese, e per essere rimasto puro in quel mondo di trasgressione e noir che era la cinematografia italiana.

Ed una volta usciti dal cinema tutto l’Auditorium si è ritrovato nel mezzo di una manifestazione studentesca, giunta fin sul tappeto rosso a distruggere quello che di culturale si cerca (con difficoltà) di creare. Ed osservando la folla di ragazzi urlanti si ripensa con malinconia a quelle pellicole e si vorrebbe fuggire ancora una volta nelle storie romane di Un giorno in pretura.

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