Etniche, erotiche e misteriose. Le donne dell’Accademia Altieri.
di Daniele Catena e Maria Tridico
A conclusione della settimana AltaModa Alta Roma, l’Accademia Altieri ha presentato l’annuale evento “Una sera d’Estate”, nella cornice elegante dello Spazio Novecento. Il tema degli studenti dell’accademia di moda era “Etnie e Stravaganze”. Il talento degli stilisti ha portato alla creazione di 22 mini collezioni che hanno permesso di viaggiare non solo con la mente ma anche con le sensazioni di un abito, che non è semplice vestito, ma diventa oggetto d’arte, status symbol, per una donna moderna, che non ha paura di osare; di essere stravagante.
La donna etnica non è più vestita di abiti tradizionali e pezzi originali. Il nuovo concetto di etnico si basa sull’idea di fusion. Non ci si deve rivedere pienamente in un stile, ma si deve far in modo di prendere i simboli e riutilizzarli. Questa moda postmoderna non si occupa di ricreare una cultura così come la si può osservare dai documenti, ma vuole scherzare con i colori ed i disegni di un’etnia lontana, ma sempre interessante.

(Antico Egitto – Enrico La Rocca)
Tra tutti gli stilisti, che a loro modo hanno rappresentato i paesi del mondo, tre di loro hanno creato degli abiti perfetti, prova della ormai consolidata bravura. Enrico La Rocca ha scelto l’antico egitto come tema della mini collezione. L’oro ed il mistero sono alla base dei tre abiti creati e prova di uno stile inconfondibile. “Attraverso i miei abiti, esprimo una vocazione al bello, declino una pluralità di alternative, interpreto e ridefinisco i termini di quella ancestrale e misteriosa condizione esistenziale che è l’essere donna.”, dice Enrico La Rocca, “L’esaltazione del corpo,delle forme e dei volumi che gli sono propri, è vissuta da me come un atto creativo e comunicativo ad alta levatura seduttiva: attraverso abiti dalle linee sinuose e trasparenze accattivanti… esprimendo cosi tutta l’estrosità e l’originalità che mi contraddistinguono, le ispirazioni sono molteplici, variano in un camaleontico caleidoscopio di stili che si intrecciano e si influenzano approdando a soluzioni sempre nuove ed affiscinanti, una inesauribile vena creativa attraversa tutte le collezioni.. innovazione e tradizione,eccentricità e attenzione morbosa ai dettagli e ai particolari tutto secondo l’innegabile gusto dell haute couture”.

(Mongolia – Gianluca Giraffa)
Abbandonando l’Egitto approdiamo in Mongolia grazie al glamour erotico di Gianluca Giraffa che gioca con sensualità femminile e tradizione popolare. Spiega Giraffa che “per questa mini collezione ho utilizzato duchess di seta e chiffon, la duchess ha persmesso di realizzare la rigidità degli abiti e creare tagli tipici della mongolia e delle loro festività. Mentre con lo chiffon sono state realizzate tutte quelle applicazione che formano il risultato che desideravo dare ai vestiti “effetto pelliccia”, per dare volume e nel contempo creare morbidezza. Inoltre per ricordare quel tipico costume mongolo utilizzato dai ragazzini per le festività (popolo degli TSAATAN). Accessoriando il tutto con applicazioni di piume e tessuti con stampe di pitone per ricordare alcuni animali totemici della cultura mongola e concludendo il tutto con punti luce realizzati con gli swarovski”.

(Francia Bohèmien – Emilio Giufini)
Anche Emilio Gifuni, con la dua Francia Bohèmien, ha stupito grazie alla perfezione di fattura ed alla capacità di ricreare quel meltin’ pot culturale che si poteva vivere nella Parigi nel primo ‘900. Elementi zingareschi e rimandi alle cattedrali creano una donna selvaggia, ma femminile; ovviamente erotica.
Gli stilisti, ormai cresciuti, sono pronti per il mondo della moda, e se le loro collezioni sono il punto di partenza, siamo certi che i ragazzi faranno velocemente strada nell’Olimpo della haute cuture italiana.
via|FLM
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