FESTIVAL. Il Surf e la Politica nel Luglio Italiano del 1980
FESTIVAL. Il Surf e la Politica nel Luglio Italiano del 1980
L’ESTATE DI MARTINO, favola amara a cavallo delle onde pugliesi
di Daniele Catena
Il Luglio del 1980 fu una delle estati più difficili dell’Italia. Era l’estate tra il 27 giugno ed il 2 agosto, ovvero le stragi di Ustica e Bologna. In questo clima instabile, fatto di intrighi politici ed incertezza sociale, Martino si ritrova in un mondo pacifico, quasi ideale fatto di mare e di surf.
L’ESTATE DI MARTINO, film di MASSIMO NATALE , è la storia di due mondi che si incrociano. Quello dell’odio, della paura del terrorismo, e dell’innocenza di due persone legate dalla passione per il surf. Ustica e Bologna sono gli episodi di sfondo dell’incontro tra Martino (LUIGI CIARDO) e il capitano Clark (TREAT WILLIAMS) e Silvia (MATILDE MAGGIO), amata da Martino ma fidanzata con suo fratello.
Una spiaggia pugliese diventa il palcoscenico nascosto e protetto per questi personaggi. Una rete di metallo impedisce al mondo di accedere a questo lembo di terra sul mare, e Martino, Clark e Silvia, si liberano dei loro gusci e si sentono liberi di essere semplici e reali.
Silvia comprende che la sua vita non è vissuta bene accanto al suo fidanzato, il capitano Clark cancella il suo orgoglio e decide ti tornare a Washington per incontrare il figlio, e Martino capisce che se vuole ottenere qualcosa deve solo lavorare per poterla fare sua.
La tavola da surf e questo sport apparentemente poco italiano, trovano in Puglia il migliore spazio per poterlo praticare. In acqua ci sono solo Martino, Clark, le tavole e le onde, e tutto ciò che rimane oltre il recinto non è un loro problema.
L’ESTATE DI MARTINO è un film strano. Forse, e fortunatamente, poco italiano. Mantiene la costante presenza dei problemi sociali del “Luglio 80” ma non li affronta volutamente. Di bello c’è che viene mostrato uno sport positivo come il surf, che diventa un bellissimo racconto del saper imparare a vivere e contare su se stessi, malgrado i problemi e malgrado gli impedimenti. La strage di Ustica c’era appena stata e Bologna era alle porte, ma alla fine della storia ciò che rimane non è altro che un bambino e la sua tavola da surf, nel mezzo di un mare che solo quando è in tempesta ti fa sentire di essere vivo.
lascia un commento