Glamour @ Iron Man
Questo è uno speciale cinema in collaborazione con FuoriLeMura.it
Andrea Poppiti, in esclusiva per FuoriLeMura, ha scattato le seguenti fotografie alla conferenza stampa ed al Red Carpet italiano del film “Iron Man”.
Solo FLM ti regala tutto il glamour che desideri!
I Guardiani del Giorno
La battaglia tra forze oscure e forze del bene c’è. Un immacine onirica e visionaria c’è. Tanti colori buttati un pò avunque ci sono. I flashback ci sono. Insomma tutti gli elementi per un fantasy-horror sono stati scelti. Peccato che forse “I guardiani del giorno” non riesca a mescolarli al massimo.
Timur Bekmambetov, già regista de “I guardiani della notte”, ritorna sul grande schermo con la seconda parte della trilogia che ha fatto impazzire la Russia. Quando è uscito nelle sale il primo film della saga, i russi l’hanno preferito a kolossal come “Il Signore degli anelli” e “Spider-man 2″. Opera a basso costo, è il primo film fantasy russo che, tratto dal romanzo di Sergei Lukyanenko, parla della più vecchia delle storie, ma in salsa rock-pop.
Sin dal medioevo le tenebre e la luce si combattono silenziosamente in una battaglia regolata da una tacita tregua da rispettare ad ogni costo. Ma questa guerra tra Luce e Buio ha ormai talmente indurito le due fazioni che hanno schierato due eletti, due “Altri”, pronti a scontrarsi nella più grande delle battaglie mai esistite. Anton Gorodetsky è al centro della vicenda, schierato tra le forze della luce, ma con il figlio nominato Eletto dalle forze dell’Oscurità e un’amante schierata invece tra le forze della Luce.
Tra combattimenti, musica assordante e scenografie e costumi assolutamente kitch, la storia prosegue nel modo più classico possibile. Unica nota positiva è che la battaglia non prevede la totta tra il bene ed il male, ma si parla solo di due fazioni non schierate che cercano di lottare per i propri ideali. Quasi un conflitto politico tra vampiri e mostri di ogni altro genere esistente, “I Guardiani del Giorno” riesce comunque ad appassionare proprio per il suo aspetto reale, riconducibile però solo al succo della storia. Quasi una Russia contemporanea, come del resto tutto l’Occidente, in lotta continua. Una metafora chiassosa della nostra controversa realtà.
“I GUARDIANI DEL GIORNO” E’ CONSIGLIATO…
,.. a chi adora i colori e il montaggio da videoclip. E certamente a chi ama la Russia e le sue sfumature anni ‘90.
Die Hard 4.0
E’ tornato. Dopo troppo tempo e molto più grande John McClane si riaffaccia al cinema con una nuova storia di Die Hard, ma questa volta 4.0. 4.0 proprio come fosse un programma riveduto e corretto. La quarta versione di una trama fatta di ironia, combattimenti e tanta, forse troppa ed anche forzata, adrenalina.
La notte del 4 luglio tutti si preparano per la festa tranne il detective newyorkese McClane (BRUCE WILLIS). Appena uscito da un’ennesima diatriba con la figlia Lucy (MARY ELIZABETH WINSTEAD), John viene mandato in missione alle tre di notte. Una missione noiosa e talmente tanto semplice che anche una matricola avrebbe potuto portare a termine. McClane deve andare a prendere il giovane hacker Matt Farrel (JUSTIN LONG) per poterlo far interrogare dall’FBI, riguardo ad un ipotetico accesso alla linea informatica del governo americano. Ma tutto non è come sembra.
Il detective, arrivato a casa di Matt, si ritrova esattamente nel momento e nel posto sbagliato. Matt ha creato a sua insaputa un algoritmo capace di craccare l’intero sistema informatico americano. L’algoritmo, ora di proprietà del viscido Thomas Gabriel (TIMOTHY OLYPHANT) servirà per attuare il piano “liquidazione totale”, cioè l’annullamento della potenza americana.
Corse in macchina, sparatorie, voli sui tetti e scontri camion-aereo fanno di “Die Hard, Vivere o Morire” un degno seguito degli altri tre film. E’ però palese che ormai il detective McClane è un pò troppo vecchio per l’azione e lo stesso Willis ha voluto che il suo personaggio fosse appesantito per dimstrare di essere ormai grande per le improbabli situazioni alla Die Hard. Per il resto tutta l’azione è portata al limite ed il film sembra molto più una puntata del serial “Le strade di San Francisco” che un action movie.
Anche i personaggi non sono trattati al massimo. John McClane è l’unico che appare reale, merito di Willis. Matt, invece che essere l’hacker sfigato e ingegnoso, è solo un ragazzo piagnucolone e senza spessore alcuno e lo stesso accade al cattivo Gabriel che è davvero poco credibile nel suo ruolo. Nell’insieme il film è poco curato e si presta al massimo solo per una serata passata a casa con amici.
“DIE HARD, VIVERE O MORIRE” E’ CONSIGLIATO …
… a chi ha amato i primi tre capitoli della saga e agli appassionati della pirateria informatica.
Il Buio Nell’Anima


Le città sembrano tutte perfette, sicure. Ogni giorno passeggiamo a testa alta con i nostri figli, i nostri amori, i nostri amici ed anche soli. Passiamo davanti ai palazzi in mattoni che ormai conosciamo a memoria e ci chiediamo che ne sarà del nostro futuro. Ci facciamo degli schemi da seguire ponendoci obiettivi e mai per un secondo proviamo a pensare che qualcosa potrebbe mandare al diavolo le nostre ambizioni.
Per Erica Bain (JODIE FOSTER) è lo stesso. Raccontare la bellezza di New York è il suo lavoro e tutto prosegue secondo i piani. Presto si sarebbe sposata con il fidanzato David Kirmani (NAVEN ANDREWS), ma un pomeriggio, durante una normale passeggiata al parco, i due vengono aggrediti da una banda di malavitosi. David muore poco dopo ed Erica si risveglia dopo tre settimane di coma, sola, in ospedale e con tutti i sogni infranti. L’unico desiderio è quello di vendicare la morte del fidanzato e per fare questo, Erica, è disposta ad infrangee ogni legge politica e morale.
“Il buio nell’anima” è un film sulla vendetta, quella personale contro coloro i quali ci hanno ferito e disilluso.E’ il film di una ragaza che impugna la pistola e decide di regolare a modo suo i malavitosi di New York. E’ anche il film su una ragazza che ama profondamente la sua città ma è al contempo arrabbiata perchè proprio questa l’ha tradita innestando nel suo cuore il senso di paura. La paura di una vittima.
Jodie Foster in persona lo afferma. “La verità è che statisticamente New York è la città più sicura del mondo, ma se sei vittima di un atto criminoso il fatto di essere un’anomalia statistica non ti aiuta. Non pensi davvero ‘è capitato a me, ma guarda quanta gente non è stata aggredita’. Quando hai subito una violenza non è facile smettere di avere paura. Come diciamo nel film: la paura non deve essere gustificata, ma è qualcosa che si radica sempre di più nella nostra cultura“.
Un film importante e molto interessante che ha davvero la capacità di renderci coscienti dinnanzi all’impotere della nostra routine. Un film che fa aprire gli occhi e che è davvero capace di insegnarci molto.
“IL BUIO NELL’ANIMA” E’ CONSIGLIATO …
… a gli amanti del filone revenge. A chi impazzisce per le crime story ben fatte e per chi ama talmente tanto la propria vita da non permettere che un estraneo qualunque la distrugga.
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The Bourne Ultimatum
Ultimo capito, e si spera anche ultimo, della trilogia Bourne è finalmente quello decisivo che ci dovrebbe far scoprire i meccanismi della vicenda. “Nei primi due film funzionavano bene le domande come motore della vicenda” – spiega il regista Paul Greengrass – “E le risposte che si ottengono nei primi due film sono soddisfacenti ma non complete. Questo terzo film deve riguardare le risposte. Alla fine di questo film, dovete capire come Jason Bourne è diventato Jason Bourne.” Ed è proprio in questa affermazione che va ricercato il punto debole dell’opera.
Jason Bourne (MATT DAMON) dopo essersi risvegliato sulle coste del mediterraneo si ritrova senza un passato, cancellato da un training brutale, e senza un futuro. Unico obbiettivo è fuggire via da qualunque persona e cercare di recuperare gli ultimi ricordi. Questa ricerca e la voglia di vendicare la sua fidanzata uccisa lo porteranno ancora una volta in giro per il modo, da Mosca a Torino fino, nuovamente in America. Accanto a lui una sola donna cerca di aiutarlo. È Nicky Parson (JULIA STILES), che tra fughe senza fiato sui tetti del Marocco e cambi repentini di personalità renderà un po’ più movimentata la storia.
Riuscirà Jason Bourne a scoprire chi muove i fili della sua vita? Nicky sarà abbastanza coraggiosa da proteggere ancora a lungo Bourne? Si potranno finalmente acquattare i processi distruttivi nella mente del nostro eroe? Secondo voi?
Cercando di mettere da parte la trama a volte troppo forzata il film non è comunque una grande opera. Voci fuori campo, telecamere in continuo movimento. Flashback in puro stile da film poliziesco tedesco. La bellezza degli altri due film viene sporcata da quest’ultimo.
“THE BOUNE ULTIMATUM” E’ CONSIGLIATO …
… a coloro i quali sono curiosi di scoprire la vera natura di un eroe moderno costretto a saltellare da una nazione all’altra.
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