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Intervista a Bruce Willis

Pubblicato in Bruce Willis, Interviste da pinkandthecity il Aprile 6, 2008

DSC_0648L’intervista comincia con enorme ritardo. Un addetto ci informa che Bruce Willis arriverà il prima possibile perchè ha avuto un buffo incidente. C’è da aspettarsi davvero di tutto.

Willis ritorna ad interpretare John McClane dopo dodici anni dall’ultimo Die Hard e con ben 52 anni suonati, il divo ha avuto il coraggio di interpretare ancora questo ruolo da giovanotto che è pronto a lanciarsi al volo da qualsiasi automezzo ed in qualsiasi situazione. “John McClane. L’eroe masochista che non gli frega niente di risolvere il crimine. L’importante è che ci sia sangue e dolore. “ Così definisce Bruce Willis il suo personaggio. Un pazzo scatenato che, sempre dalla parte dei buoni, è capace di ficcarsi nelle situazioni più improbabili. E improbabile come il suo personaggio Willis si presenta in maglietta bianca attillata, abito grigio chiaro e l’immancabile cappellino per coprire la caduta dei capelli che spuntano grigi sulla nuca. Quasi un fumetto ed iperattivo, Willis si prepara con grinta e charme per un’intervista interrotta da chiamate improvvise della mamma e strette di mano.

Il suo personaggio ritorna al cinema dopo 22 anni. Cosa è cambiato dal primo film ad oggi?

L’elemento di continuità è che il personaggio è sempre lo stesso di quando l’ho interpretato la prima volta. In ogni film John cresce un pò e nell’insieme è uscito fuori un ottimo prodotto. Il personaggio non cambia. È più vecchio, più lento, più irritabile, più suscettibile ma queste sono cose in cui tutti si identificano.

DSC_0644Come si è preparato per le riprese?

La preparazione è stata fatta per delle riprese molto rapide. È difficile ogni movimento e non rimbalzo più, o salto, come quando ero un ragazzo. Sono lento e adesso lanciarmi dalla macchina in corsa fa più male. Mi sono preparato per non avere enormi ferite in questi momenti e farmi meno male.

Quanto di ciò che abbiamo visto è merito suo e quanto del regista?

Molto della parte comica del mio personaggio è merito mio anche perché sono l’unico, insieme a qualche altro del cast, ad esserci dal primo “Die Hard”. Facciamo molte cose incredibili ma questo è anche l’obiettivo del film. Deve essere d’azione si, ma anche divertente e spassoso e spero proprio che si riesca a lanciare questa tendenza. Il film è come un giro sulle montagne russe. Alla fine dici “Cazzo” oppure “Wow”. È intrattenimento.

DSC_0645Ma che mi dice dei vecchi attori e delle vecchie glorie che ritornano al cinema?

Per me è stato un grosso rischio. Non ero molto sicuro. C’è voluto molto tempo e lavoro. Molta gente voleva i vecchi personaggi al cinema, ma se avessi fatto schifo sicuramente sarei finito in uno show in tv. Questo “Die Hard” è ben fatto e resiste alle uscite di ogni venerdì ed ammetto che c’è molta pressione su di noi.

Ha già dei progetti in cantiere? Magari meno film d’azione e più film seri.

Sapevo che crescendo avrei avuto la possibilità di interpretare personaggi che mi permettessero di fare davvero l’attore. A dicembre comincerò un film con Oliver Stone che si chiamerà “Pinkville” e anche un film con Robert Redford. Amo molto questi personaggi seri ma è anche bello cazzeggiare.

DSC_0657A questo punto viene fatta un’ultima domanda ma la risposta è andata inesorabilmente persa perché Willis decide di alzarsi e stringere la mano a tutti i giornalisti per ringraziare personalmente. E tra applausi, sorrisi e signore completamente affascinate dallo sguardo e dal bicipite dell’attore, Bruce Willis lascia la stanza. Ah, l’inconveniente che ha provocato il ritardo era che Bruce non poteva uscire di camera perchè gli mancava ancora un indumento personale molto importane. Quale sia stato l’indumento non è dato sapere.

That’s entertainment!

Materiale fotografico per gentile concessione di Andrea Poppiti.

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