Sex and the city. The movie

“Le ragazze sono tornate”. Questo è slogan impera sulle locandine e sul merchandising dell’attesissimo film. Dopo molti anni d’attesa, notizie che apparivano e sparivano in internet, conferme e rinunce da parte delle quattro attrici dell’omonimo serial, finalmente il film diventa realtà ed esce nei cinema di tutto il mondo alla vigilia dell’estate. Sex and the City
Ritroviamo Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda dopo quattro anni dall’ultima volta. Più che ragazze ormai, le newyorkesi, sono quattro donne in carriera. Ognuna ha la sua vita e le sue certezze, ma come l’esperienza ci insegna, ogni cosa può irrimediabilmente andare a rotoli. Alla soglia dei quaranta, Carrie, combatte ancora con Mr.Big alla ricerca dell’amore eterno e quando il matrimonio va a rotoli, la giornalista decide di riprendere in mano la sua vita per innamorarsi ancora una volta; non di un uomo questa volta, ma della sua città.
New York ritorna prepotentemente a farsi sentire in tutti i momenti di Sex and the City. Le quattro protagoniste sono in realtà identiche a tutte le altre ragazze comuni che in città passeggiano e sognano. Quello che le rende speciali sono proprio gli enormi palazzi e le grandi strade da percorrere in taxi dopo una divertente serata.
Le dinamiche e le situazioni che le quattro donne affrontano sono quasi identiche a quelle a cui il pubblico era abituato a vedere nel serial, ma, fatta eccezione per la cultrice del sesso Samantha Jones, l’aspetto erotico delle vicende è un po’ troppo sminuito. “L’amore” ha sostituito il sesso mostrando che non è davvero possibile rimanere le stesse persone che solo qualche anno prima vagavano per le discoteche di Manhattan alla ricerca di uomini. Sex and the City diventa piuttosto Love and the City, ma riesce in ogni modo a regalare un ultimo pezzetto di felicità dal quartetto glamorous degli anni novanta. “Le ragazze sono – davvero- tornate” per salutare nel modi migliore l’era che le ha rese famose.
Sex and the City
Fonte: CelluloidPortraits.it

“Le ragazze sono tornate”. Questo è slogan impera sulle locandine e sul merchandising dell’attesissimo film Sex and the City. Dopo molti anni d’attesa, notizie che apparivano e sparivano in internet, conferme e rinunce da parte delle quattro attrici dell’omonimo serial, finalmente il film diventa realtà ed esce nei cinema di tutto il mondo alla vigilia dell’estate.
Ritroviamo Carrie, Samantha, Charlotte e Miranda dopo quattro anni dall’ultima volta. Più che ragazze ormai, le newyorkesi, sono quattro donne in carriera. Ognuna ha la sua vita e le sue certezze, ma come l’esperienza ci insegna, ogni cosa può irrimediabilmente andare a rotoli. Alla soglia dei quaranta, Carrie, combatte ancora con Mr.Big alla ricerca dell’amore eterno e quando il matrimonio va a rotoli, la giornalista decide di riprendere in mano la sua vita per innamorarsi ancora una volta; non di un uomo questa volta, ma della sua città.

New York ritorna prepotentemente a farsi sentire in tutti i momenti di Sex and the City. Le quattro protagoniste sono in realtà identiche a tutte le altre ragazze comuni che in città passeggiano e sognano. Quello che le rende speciali sono proprio gli enormi palazzi e le grandi strade da percorrere in taxi dopo una divertente serata.
Le dinamiche e le situazioni che le quattro donne affrontano sono quasi identiche a quelle a cui il pubblico era abituato a vedere nel serial, ma, fatta eccezione per la cultrice del sesso Samantha Jones, l’aspetto erotico delle vicende è un po’ troppo sminuito. “L’amore” ha sostituito il sesso mostrando che non è davvero possibile rimanere le stesse persone che solo qualche anno prima vagavano per le discoteche di Manhattan alla ricerca di uomini. Sex and the City diventa piuttosto Love and the City, ma riesce in ogni modo a regalare un ultimo pezzetto di felicità dal quartetto glamorous degli anni novanta. “Le ragazze sono – davvero- tornate” per salutare nel modi migliore l’era che le ha rese famose.
A Day With Clooney
In collaborazione con FuoriLeMura.it
E’ un dato di fatto che George Clooney sia un sex symbol. Un uomo da imitare. Piace a tutti. Donne e uomini. Per le signore è l’oggetto del desiderio, per i signori è la rappresentazione di un fascino da imitare. Per questo motivo quando i conoscenti hanno saputo che avrei incontrato George Clooney mi hanno tartassato di telefonate. “Ti prego, digli che lo invito a casa mia” è una frase che ho sentito un bel pò di volte. “No Martini, no Party” è ormai lo slogan che odio di più per quante volte nell’ultima settimana l’ho sentito riperere. C’è stato perfino chi mi ha chiesto di riferire “sono più bravo di lui nel sesso. Diglielo. Posso dargli dei consigli”. E’ passata completamente in secondo piano la simpatica Zenèe Zellweger, ormai spalla del divo mezzo americano e mezzo italiano.

Quando sono arrivato al Grand Hotel St. Regis mi sono reso conto di quanta influenza abbia quest’uomo sui media. Praticamente all’appello c’erano tutti. Dai giornaletti alle riviste di politica. Clooney può sostenere qualsiasi tipo di domanda. E’ pur vero che il film In amore niente regole non si presta assolutamente a nessun tipo di domanda impegnata, ma non importa. Ognuno vuole un pezzo di George. Qualunque affermazione su qualsiasi argomento va bene.
Ed infatti quando la conferenza inizia Clooney si presta a qualsiasi domanda non riguardante il film. Ci tiene a precisare e ricordare il suo impegno per la campagna in Darfur. “Io continuo a parlarne, mi sembra giusto farlo perchè è una giusta causa, i problemi in Darfur, come in Sudan, sono ancora molto molto seri. Ho recentemente incontrato il premier inglese Gordon Brown per cercare di riuscire a ottenere un dialogo con i ribelli, visto che fino a ora è stato quasi impossibile. Bisogna in questo momento proteggere anche economicamente le forze ONU presenti in Darfur, affinchè possano dare un contributo concreto per risolvere veramente la sitazione”. Continua a parlare di temi importanti. Non ne lascia tacere neanche uno. Sulle Olimpiadi apprezza i manifestanti che volgiono far sentire la propria voce ma spera che non si scada in terribili azioni di vilenza. Parla anche di elezioni americane ed Italiane. “Sono amico di Obama, di Hillary Clinton e anche di John McCain, così come di Walter Veltroni. Sono convinto che Obama possa essere un ottimo leader e che, soprattutto, sia dotato di straordinarie arti oratorie. Quando parla è capace di far tacere chiunque, anche i politici, mi ricorda Roosevelt e Kennedy. È la stessa impressione che ho avuto su Veltroni, mi è capitato di incontrarlo, ho notato la sua grande capacità d’intelletto, è una persona che parla ai giovani di speranza e di ambiente pulito, temi che trovo molto importanti per la politica italiana e che tanti invece trascurano”.
La conferenza continua su questa riga finchè l’addetto stampa prega vivamente la folla di spostare l’attenzione sul film. Quando la conferenza finisce si può finalemente tornare a casa in attesa del tanto esclusivo Red Carpet. Dalla mia postazione nello spazio TV ho potuto osservare ed ascoltare tutte le star chiacchierare di come è stato bello cenare con Clooney e di come il divo sia bello e simpatico. Valeria Marini afferma che Clooney è in assoluto l’attore più bello di Hollywood. “Quando sono stata a cena da lui mi sono molto divertita. C’era anche Matt Damon ma George è più bello. Poi a lui piace il vino rosso e la buona cucina. E’ l’unione perfetta del divo hollywoodiano e della classe italiana”. Come lei la pensa anche Pamela Prati. “Anche io sono stata a cena con Clooney. E’ davvero un bell’uomo ed è simpaticissimo”. Solo l’ex-isolano Luca Calvani esce fuori dagli schemi. Dice di apprezzare la bellezza di Clooney ma pensa di essere più interessante. Si defila dicendo “non si parla male dei presenti”.
Le folle urlanti delle ragazzine continuano ad urlare, ma il massimo lo raggiungono quando finalmente George Clooney arriva a Piazza della Repubblica. Si concede un lunghissimo bagno di folla tra le ragazzine che gridano “George, I Love you”. Le fan non hanno età malgrado Clooney abbia 46 anni. “Ci tengo molto alla bellezza” – confida George Clooney – “l’altro giorno ero a New York con Brad Pitt e ci prendevano in giro chiamandoci stupidi perchè facciamo a gara a chi è il più bello”. Le signore apprezzano questa sua mania e continuano ad urlare. Arriva anche Renèe e nuovamente si ritrova un pò in disparte. Merito anche della sua freddezza con i fan.
Quando la premiere termina tutti cominciano a tornare a casa. Ognuno ha rubato un pezzettino di George Clooney. Alessandra, che festeggiava il suo 19° compleanno, dice di essere fortunatissima. “Questo compleanno l’ho potuto vivere nel modo migliore. Non vedo l’ora di tornare a scuola e raccontare tutto! Ho festeggiato con George Clooney”.
Lui è il divo fatto persona. E’ il sogno di tutte. E’ il modello da imitare. E’ un bellissimo uomo con una grande intelligenza. E’ solo questo il segreto del suo successo.
Si ringrazia per il materiale fotografico Andrea Poppiti
27 volte in bianco
Benvenuti al matrimonio dell’anno. 27 volte in bianco arriva finalmente in Italia e ripropone il genere della commedia da matrimonio ma in modo diverso e più frizzante. Dopo i flop di Confetti e Perchè te lo dice mamma, i produttori ci riprovano cercando di calcare l’onda dei nuovi teen movie e delle vecchie commedie americane. La sceneggiatrice Aline Brosh McKenna viene presa in prestito dal cast de Il diavolo veste Prada, e la stella nascente Kathrine Heigl, forte del successo della commedia “Molto incinta”, è stata scelta per ricoprire il ruolo di protagonista.
Jane sa di essere molto brava nel prendersi cura degli altri, ma sa anche che è meno brava a guardare dentro di sé. Finora la sua vita è sempre stata incentrata sul fare felici gli altri – e infatti ha l’armadio pieno di 27 abiti da damigella che possono provarlo. In una memorabile serata, Jane riesce a fare la spola tra due ricevimenti nuziali, uno a Manhattan e uno a Brooklyn, impresa che non sfugge all’occhio attento di Kevin (James Marsden), un cronista che capisce al volo che un articolo su una donna che pare avere sviluppato una dipendenza dalle cerimonie nuziali potrebbe servirgli a fare carriera.Jane scopre che il cinismo di Kevin mette in discussione tutto ciò a cui lei tiene - vale a dire i matrimoni e il sacro vincolo del matrimonio. A complicare ulteriormente la vita un tempo perfetta e ordinata di Jane, c’è l’arrivo della sorella minore Tess (Malin Akerman) che conquista immediatamente il cuore del capo di Jane, George (Edward Burns) e che la recluta una volta ancora per aiutarla ad organizzare un altro matrimonio – quello tra lei e George – ma i sentimenti che Jane nutre per lui porteranno allo scoperto sconcertanti rivelazioni …e forse all’inizio di una nuova vita.
27 volte in bianco è il giusto film per una serata tra amiche, ma nulla di più. Se non ci si fa ingannare dal finto parallelo con Il diavolo veste Prada ci si diverte senza pretese e si passano due ore di relax. Il film, diretto ad un pubblico femminile è molto adatto alle ragazze single che cercano disperatamente marito. I ragazzi, invece, rimarranno probabilmente delusi. Gli uomini, nella storia, sono solo una prelibata rarità, tranne che per i due co-protagonisti/amanti che comunque ricoprono solamente il ruolo di figuranti alle prese con le vicende di Jane.
QUESTO FILM E’ ADATTO A…
… tutte le single che si accontentano di essere solo damigelle ed alle ragazze che credono che un giorno arriverà il loro turno per andare all’altare.
Molto Incinta
“Molto incinta”. Interessante. Il film parlerà di una ragazza incinta. No? E di cos’altro potrà parlare altrimenti? E la locandina? Una ragazza bellissima accanto ad un bruttino dalla dentatura storta e l’aspetto goffo. Chissà, magari il film potrà anche sorprendere.
Alison Scott (KATHERINE HEIGL) è una ragazza talentuosa che cerca di diventare il nuovo volto del canale televisivo americano “E!”. Finalmente i suoi capi le offrono il lavoro che desiderava ed Alison decide di andare a scatenarsi con la sorella complessata (LESLIE MAN) in un club. Quando le due entrano nel locale vengono adocchiate da un gruppo di ragazzini tutti canne e stupidggini. Uno di questi, Ben (SETH ROGEN) , riccio, grassottello e tanto impacciato, decide di provarci con la bellissima ragazza che, completamente ubriaca, decide di inviatare Ben a casa. I due, neanche a dirlo, si rotolano nel letto e cominciano a fare sesso per tutta la notte. Alison al mattino si rende conto di ciò che ha fatto e quasi sconvolta manda via Ben. Intanto passano 8 settimane e Alison comincia a provare nausee e sensazioni di vomito. E’ incinta, molto incinta!
Il film, che fino a questo momento è apparso interessante e godibile prende una piega comico-dramatica quando Alison richiama Ben per dirgli del bambino e di come lei voglia provare a stare con lui per poter assicurare al bimbo una buona armonia familiare. Il gruppo di amici di Ben è ben rappresentato. Cinque stupidi, sempre mezzi nudi, a prendersi per il culo. Sono ragazzi senza un vita con unico scopo quello di aprire un sito internet in cui vengono catalogati tutti i momenti in cui le star appaiono al cinema (www.flashofthestars.com). Il tutto prosegue per fin troppo tempo distruggendo anche le piccolezze che potevano salvare la storia. Troppe battute incomprensibili e una storia banale rendono “Molto incinta” un film lento e già visto. Peccato per il cast che appare molto affiatato e brava anche Katherine Heigl, che bella e sorridente è riuscita a personalizzare il personaggio.
“MOLTO INCINTA” E’ CONSIGLIATO …
… alle ragazze single incinte che voglio trovare il modo di mandare avanti carriera, bambini ed una relazione non proprio indovinata.
Sapori e Dissapori

Ingredienti:
1 Donna bellissima. Forte di carattere. Capo chef di uno dei ristoranti più alla moda di New York. Se possibile single e senza la minima voglia di intraprendere una nuova avventura amorosa.
1 Uomo bellissimo. Simpatico. Dolce. Chef con la peculiarità della cucina italiana.
1 Cucina, luogo in cui i due cuochi possano scontrarsi.
Preparazione:
Metti insieme i due cuochi nella stessa cucina ed aspetta che a suon di coltelli, padelle e ricette si sfidino fino ad arrendersi all’evidenza che l’una è fatta per l’altro.
È questa in breve la trama del film “Sapori e Dissapori”, da venerdì nelle sale cinematografiche. La solita e speziata storia di rivalità lavorativa che, grazie al gusto ed i poteri dell’ottima cucina, viene spazzata via per poter dare spazio all’amore. Meno banale di quel che può sembrare, il film è articolato in modo garbato. Con un’altalena di emozioni in continua evoluzione si resta in apprensione per i protagonisti sperando che tutto volga al termine.
Kate Armstrong (CATHERINE ZETA-JONES) è lo chef che dirige il raffinato ristorante 22 Bleecker nel Village. Dura e completamente presa dalla sua passione fa della sua vita un mezzo per poter in ogni modo vivere la bellezza della sua cucina. Quando in un incidente la sorella di Kate muore, la piccola Zoe (ABIGAIL BRESLIN) viene affidata a sua zia che non riesce a gestire i suoi sentimenti contrastanti, quelli della piccola nipote ed il suo regno culinario. Decide quindi di allontanarsi dal ristorante per una sola settimana ma al suo ritorno trova una spiacevole sorpresa. A sostituirla ai fornetti è stato chiamato Nick Palmer (AARON ECKHART). I due, si ritrovano a combattere inutilmente finché entrambi si innamoreranno l’un dell’altro.
“SAPORI E DISSAPORI” E’ CONSIGLIATO…
… agli amanti della cucina e delle storie d’amore semplici come un piatto di spaghetti con il pomodoro.
Questo articolo è stato pubblicato anche su www.fuorilemura.it











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