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Sacro e Profano

Pubblicato in Commedia, Indipendenti da pinkandthecity il Giugno 9, 2009

di Daniele Catena

SACRO E PROFANO (Filth and Wisdom), nelle sale dal 12 giugno, è il film che vede il debutto registico di Madonna, vera icona della cultura contemporanea.

Film urbano, è un racconto di vite sopra la riga; è l’insieme delle parole che narrano delle esistenze perdute in un luogo che è Londra, ma che potrebbe essere una qualsiasi città. A.K (Eugene Hutz) è un musicista punk-gitano che, cercando successo, lavora come “master” per accontentare le pulsioni sessuali dei suoi clienti. Holly (Holly Weston) è una ballerina che non trovando lavoro comincia una brillante carriera come lap-dancer. Juliette (Vicky McClure) fa la commessa in farmacia, ma sogna di andare in Africa per fare la volontaria.

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SACRO E PROFANO, creato per essere un cortometraggio, è poi diventato l’opera prima di Madonna. “Mi sono innamorata dei personaggi”, dice la cantante “e ho voluto farli vivere più a lungo. Terminato il film mi sono resa conto che ognuno di loro rappresenta un aspetto della mia personalità e così l’esperienza si è rivelata tanto artistica quanto terapeutica”.  E SACRO E PROFANO appare realmente indivisibile dal personaggio Madonna. Tutte le sregolatezze e le missioni del personaggio confluiscono in questa storia, che più di una canzone, appare personale.

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Il sesso è presente in ogni momento ma non rappresenta l’elemento di evasione. I rapporti estremi vengono presentati nella loro grande naturalezza. Ed è proprio l’attrazione fisica che lega i personaggi e li incatena. Dal basso, il racconto si innalza, diventando metaforico. Si muove proprio dalla sporcizia alla saggezza. Dal buio alla luce, come il concetto alla base della Kabbalah. Questa religione, di cui Madonna è grande praticante, impregna ogni aspetto della pellicola mostrando, metaforicamente, quel percorso religioso/personale che conduce alla ricerca della felicità.

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Pur mostrando degli aspetti acerbi (tanto nella regia, che nella sceneggiatura, come Madonna ammette), SACRO E PROFANO colpisce per la sua etnicità ed ambientazione. Le musiche dei Gogol Bordello, di cui il protagonista del film ne è leader, creano un flusso uditivo eccentrico ed interessante. La commistione di generi crea un meltin’pot di immagini e suoni che fa rivivere la cultura metropolitana in tutta la sua diversità.

SACRO E PROFANO non è un bel film, ma è molto interessante. Merita di essere visto ma senza il dito puntato al particolare. E’ un flusso di coscienza eccentrico che forse, riesce anche a stupire.

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Fenomeno Mamma Mia!

Pubblicato in Commedia, Meryl Streep, musical da pinkandthecity il Novembre 16, 2008

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Las Vegas. Luglio 2008. Il film omonimo sarebbe uscito nelle sale a breve quando ho deciso che non potevo perdere l’occasione di vedere “Mamma Mia!” dal vivo al Mandalay Bay Theatre di Las Vegas. La metà delle persone che ho incontrato durante il mio girovagare americano avevano già visto lo show. Bridget, ragazza sedicenne di Los Angeles, l’aveva addirittura visto tre volte e sarebbe tornata in teatro per una quarta volta il prima possibile. E come lei, anche il mio accompagnatore aveva già visto lo show qualche anno prima. Io, invece, di “Mamma Mia!” conoscevo solo l’ambientazione greca, la colonna sonora degli ABBA, ed il fattore gay legato allo show. Scoprire il motivo di un così enorme successo sarebbe stato il mio obiettivo. Il grande teatro dorato era enorme. Lo spettacolo, sold out da mesi, è ormai un pilastro portante nell’entertainment di Las Vegas, quasi quanto le fontane danzanti del Bellagio ed il Light Show a Downtown. Le luci in sala lentamente si abbassano e lo spettacolo comincia. L’Overture melodica lascia subito spazio al brano Honey, Honey, ed a seguire tutte le hit del gruppo svedese che fanno ballare da generazioni, ed a show finito l’unica sensazione rimasta era quella di divertimento, gioia e voglia di vivere.

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Roma. Ottobre 2008. “Mamma Mia!” arriva finalmente anche in Italia grazie al film omonimo tratto dallo show. Gli ABBA, Maryl Streep, ed un cast di grandi attori, ha permesso al musical di sbancare i botteghini di tutto il mondo e si appresta a far conoscere al pubblico italiano la storia che ha divertito milioni di spettatori. La trama, semplice e lineare, è tutta ambientata nell’isola greca di Kalokairi, dove Donna (Meryl Streep) gestisce un piccolo albergo fatiscente grazie all’aiuto dalla figlia Sophie (Amanda Seyfried) prossima alle nozze. Sophie però, decisa a conoscere prima del matrimonio il padre, invia gli inviti per la cerimonia a tre uomini diversi, uno dei quali, potrebbe essere suo padre. Donna, all’insaputa di tutto, il giorno prima del matrimonio, scopre che i tre amori della sua vita sono tutti riuniti nell’isoletta, e, sconvolta, cerca di affrontarli uno ad uno intuendo che il loro arrivo non è una semplice coincidenza. L’uomo d’affari Sam (Pierce Brosnam), l’avventuriero Bill (Stellan Skarsgard) ed il banchiere Harry (Colin Firth), a loro volta capiscono che la piccola Sophie avrebbe sicuramente sconvolto le loro vite.

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Tutto è brioso, allegro e colorato. Per due ore il film ci lancia nella più appassionante delle estati con un ritmo perfetto ed inconfondibile. Le canzoni sembrano scritte appositamente per lo show e, da tanti anni famosissime, fanno canticchiare anche il pubblico, che sembra volersi alzare per ballare Gimme! Gimme! Gimme! e Dancing Queen. Maryl Streep si supera regalando una nuova irresistibile interpretazione. Salta, balla, urla, canta ed emoziona. Giunta a Roma per presentare il film ha dichiarato, parlando della fantastica colonna sonora, che “La musica può spingere le persone a fare cose inaspettate. A un certo punto è la paura che ti spinge a ballare e a saltare”. E questo è anche il messaggio che cerca di mandare il film. La vita è piena di angosce, delusioni e fallimenti, ma bisogna reagire sempre nel migliore dei modi perché è solo con la positività che si possono superare tutti gli ostacoli. L’aspetto “gay” è amplificato nel film grazie ad Herry, interpretato dal bravo Colin Firth. “Tu Donna, sei stata la prima e l’ultima donna che abbia mai amato”, afferma a testa alta. Ma a teatro il coming out si ferma a questa frase, mentre il film decide di affiancare ad Herry un bel ragazzo greco (con tanto di bacio e ballo a torso nudo). Questa storia gay viene presentata nel massimo della sua semplicità e normalità, come da tempo non succedeva al cinema.

“Mamma Mia!” è un film leggero, rilassante e divertente e, nel momento stesso in cui deciderete di andare al cinema a vederlo, ricordatevi di lasciarvi andare completamente. Non fate resistenza. Sedetevi comodi e cominciate anche a ballare se volete. Tutto è concesso con “Mamma Mia!”.

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Easy Virtue

Pubblicato in Commedia da pinkandthecity il Ottobre 28, 2008

 Giochi di ruolo e vecchia Inghilterra si fondono alle battute irriverenti di Stephan Elliot (Priscilla, la regina del deserto) in un grande film chiamato Easy Virtue. Elliot, lontano dal panorama cinematografico da anni, è tornato con una grande commedia, remake dell’omonimo film di Hitchcock, e tratto dalla piece teatrale di Noel Coward. La black commedy di fonde con l’umorismo british in una fantastica guerra personale tra America ed Inghilterra. L’America è una bellissima ragazza bionda, indipendente e solare. L’Inghilterra è, come tutti ci si aspettano, una signora acida, snob, altolocata ed insopportabile.

Sono gli anni ‘30. John Whittaker (Ben Barnes) torna a casa casa con una grossa novità. Ha sposato Larita (Jessica Biel) ed ora è pronto per trasferirsi a Londra. Quando i due tornano a casa, tutta la famiglia è sotto shock. Non bastava che il figlio si fosse sposato senza avvisare la famiglia, non bastava che Larita fosse la più bella ragazza mai incontrata, ma lei era anche Americana. Diretta, allegra e con la voglia di fuggire via. La suocera (Khristin Scott Thomas) decide che l’unico modo per sistemare questa situazione è combattere. Bastoni tra le ruote, cene insipide, caccia alla volpe e teatrini di beneficenza saranno tutti gli ostacoli che la povera Larita dovrà superare in un crescendo di comicità. Ma il finale potrebbe riservare non pochi colpi di scena.

Sthephan Elliot mischia tutti gli elementi creando una collisione all’interno della villa inglese. Le mura immobilizzano tutti i personaggi che sono costretti ad affrontarsi, ed insultarsi, e spiarsi come se questo fosse l’unico passatempo possibile. Gli inglesi non appaiono al meglio. Troppo rigidi ed assolutamente irresistibili. Colin Firth, che ci ha abituato a vederlo nei panni del londinese ricco una moltitudine di volte, in Easy Virtue è invece il personaggio di mezzo. È l’unico che può mediare tra la mummia di sua moglie e la diva Larita. Ma mediando tante cose possono cambiare ed i colpi di scena sono sempre in agguato.

Gli attori sono bravi tutti, anche Jesica Biel che è solo all’inizio della sua carriera. Sembra essere a suo agio in questo ruolo mostrandosi in tutta la bellezza possibile. Ben Barnes, smessi i panni de Il principe Caspian, diventa un ragazzino ricco inglese. E lo con convinzione. Il resto del cast è semplicemente perfetto.

Esay Virtue è un film che va visto se si vogliono passare poche ore di rilassamento all’insegna di buon cinema e tanta ironia political s-correct.