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+ o -. Il sesso confuso.

Posted in Documentario by danielezampa on febbraio 20, 2010

di Daniele Catena

E’ stato presentato il documentario “+ o -. Il sesso confuso” ad opera di Andrea Adriatico e Giulio Maria Corbelli. Senza una data d’uscita effettiva e con una complicata e quasi nulla distribuzione, il documentario indaga sul percorso italiano (ed internazionale) dell’AIDS attraverso i racconti di chi ha vissuto questa esperienza e di chi la combatte da sempre.

Il racconto comincia con gli anni ’70 e con la diffusione dell’eroina nelle grandi città. Le lacrime di Alessandra Cerioli, presidente nazionale Lila, descrivono l’inizio di un incubo e dipingono la faccia di una malattia che negli anni ’80 era sconosciuta. “Il medico aveva detto che avevo questa malattia, ma non sapeva neanche lui cosa fosse”. Questo racconto si intreccia con le storie comuni e con i drammi collettivi. Andrea Pini, fondatore del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, e Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, raccontano le loro esperienza. Si comincia con i sorrisi di una libertà sessuale guadagnata fino al dramma delle morti e della scoperta della malattia.

L’intero documentato è zeppo di tristezza. C’è un guizzo particolare negli occhi di questi combattenti che, felici delle recenti scoperte farmacologiche, continuano a lottare affinché la ricerca non si fermi. In un certo senso, più che informare sulla malattia, “+ o -. Il sesso confuso” serve a distruggere il muro dei pregiudizi che sconfinano anche nelle parole di alcuni ragazzi. Una studentessa di un liceo ginnasio statale “Luigi Galvani” di Bologna parla dell’AIDS come di una malattia ricercata. “Capisco gli eterosessuali, lì può succedere, ma non comprendo gli omosessuali. Loro se la vanno a cercare la malattia” è il senso che esprime la sua affermazione quasi più razzista del virgolettato. Citando anche gli africani ed i pervertiti, la ragazza si congeda dicendo che sarebbe tutto bello se ci fossero meno pregiudizi, ignorando completamente le sue parole razziste.

Questo documentario non è una pietra miliare del filone documentaristico, ma se in qualche modo riesce a colpire i pregiudizi comuni, allora vuol dire che è un lavoro che andrebbe visto.

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Omaggio a Steno

Posted in Documentario, steno by danielezampa on ottobre 24, 2008

Steno, grande della commedia italiana, viene celebrato all’Auditorium con un omaggio particolarissimo dal sapore monumentale. Maite Carpio, ha messo insieme i ricordi degli amici e dei figli (Carlo ed Enrico Vanzina), cercando di inserire i momenti dei suoi film che sono passati alla storia.

La sala, gremita di persone che il cinema lo amano e lo respirano, osservano lo schermo ricordando i tempi lontani in cui il cinema italiano era davvero bello. I tempi in cui l’Italia non viveva nell’oro ma sicuramente non viveva in un momento critico come l’attuale. E così, tutti, ci siam ritrovati a dimenticare le nostre crisi per rilassarci con i film che grande hanno reso il cinema italiano. Un americano a Roma, Febbre da Cavallo, Totò a colori sono solo alcuni dei titoli portati al cinema da Steno. “Steno è stato per me molto importante da un punto di vista professionale” – dice Mario Monicelli – “è una persona di grande talento: gli ho voluto molto bene. Era una persona mite, molto generosa, non era un sopraffattore, una persona da cui ho imparato molto, a ragionare, ad essere civile”. E come lui anche Scarpelli, Vincenzoni, e tantissime altre persone si uniscono al coro di complimenti e bei ricordi. Enrico Vanzina, visibilmente emozionato, non riusciva a parlare per l’emozione provata rivedendo suo padre sullo schermo e Montesano, lanciato al cinema da Steno, ha voluto raccontare alla platea tutte quelle storie buffe che accadevano sui set di Steno.

Anche se non si è preso parte a questo grande periodo di cinema, non si può non ringraziare Stefano Vanzina (questo il suo vero nome) per tutto ciò che ha fatto. Per aver mostrato con comicità e tranquillità i problemi di un piccolo paese, e per essere rimasto puro in quel mondo di trasgressione e noir che era la cinematografia italiana.

Ed una volta usciti dal cinema tutto l’Auditorium si è ritrovato nel mezzo di una manifestazione studentesca, giunta fin sul tappeto rosso a distruggere quello che di culturale si cerca (con difficoltà) di creare. Ed osservando la folla di ragazzi urlanti si ripensa con malinconia a quelle pellicole e si vorrebbe fuggire ancora una volta nelle storie romane di Un giorno in pretura.

Giorgio/Giorgia (Storia di una voce)

Posted in Documentario, Emozioni by danielezampa on ottobre 24, 2008

Giorgio/Giorgia (Storia di una voce) è il cortometraggio di Gianfranco Mingozzi su di un personaggio istrionico del cabaret anni ’50 e ’60. Giorgio nasce ragazzo, ma sin da piccolo se sente donna. Non compreso dal padre ed additato dalla sua amata Palermo, decide di partire in cerca di fortuna (ed identità) quando scopre di avere una dote particolare. La sua voce raggiunge le ottave di un soprano ed anche quelle di un baritono. Giorgio utilizza il timbro maschile e quello femminile con semplicità assoluta creando sempre nuovi ed esilaranti esibizioni. Dopo aver avuto un pò di successo in Germania, Giorgio prende la decisione di operarsi per diventare donna. Va così a Casablanca ed al suo ritorno è ormai una persona diversa. Giorgia O’Brien. I suoi spettacoli riempiono i teatri e convincono tutti. La trasgressione, la bellezza femminile e la bravura, rendono Giorgia un’attrice ricercata dai teatri di tutta italia (Zeffirelli e Bertolucci la sceglieranno per alcuni spettacoli).

Il documentario è creato grazie alle interviste fatte a Giorgia prima della sua morte (nel 2004) e quelle dei colleghi che amici che l’hanno vista nascere come diva (e come persona. Il lavoro è interessante e riesce, divertendo il pubblico, a colpire. Non scade mai nel banale e nel pietoso, ma, ripercorre con semplicità la vita di una donna che ha deciso di essere esattamente quello che avrebbe voluto.

Le foto, i pizzi, i ricordi, riempiono la casa di Giorgia che con questo documentario tornerà nei ricordi di chi l’ha conosciuta e mostrerà l’arte che pò nascere da una persona, che per l’ignoranza e l’intolleranza, sarebbe potuta morire senza mai potersi esprimere.

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