New Preppy Style
Bluse, tinte scozzesi e fili di perle per i ragazzi newyorchesi che fanno delle loro divise un modo d’essere. E l’Europa ne è già innamorata. In strada ci si veste così!

(foto: google)
Louis Vuitton by Stephen Sprouse

Lo stile si fa arte, che diventa moda, che invade le streets che ricominciano a creare moda in un anello infinito di varianti e stili. E Louis Vuitton, che la moda l’ha sempre anticipata, torna nuovamente in strada con una nuova collezione di borse (ma anche valigie ed abbigliamento pret-a-porter).

La Louis Vuitton Monogram Neon Graffiti si ispira all’arte dell’artista Stephen Sprouse che a New York si ripropone con le sue tonalità fluorescenti e le scritte da muro sporche ed imperfette. “Rock on Mars” è il nome della mostra che vede protagonista l’arte di Sprouse che dedica il suo talento ad una visione futurista, a tratti punk, dell’underground newyorkese degli anni ’80 dove non mancava mai la musica, l’arte e le allucinazioni.

Marc Jacobs ha organizzato nell’immenso store Louis Vuitton, in Greene Street NY, un cocktail party esclusivo e metropolitano collegato ad una serie d’eventi per l’unico LV Day-Glo. E quasi arte, le borse presentate sembrano pezzi di muro e lampade iridescenti. La pelle LV viene sporcata di rose e scritte fucsia e verde acido per degli accessori che saranno l’assoluto must dell’estate 2009. Portato all’eccesso, come solo i club newyorkesi degli ’80 sapevano esserlo, anche l’abito cambia e prende le forme dei graffiti di Stephen Sprouse. Diventano forse troppo eccessivi, ma in assoluto pezzi unici da conservare perché è certo. Il 2009 è il nuovo ’80 ma quando questi abiti scenderanno in strada il cerchio ricomincerà a muoversi e tutto sarà ancora una volta arte, moda, stile.
(Foto: CUBEme)
American Apparel


American Apparel arriva in Italia con i suoi colori fluo e lo stile inconfondibile di una LA street n’free. C’è stata prima l’apertura Milanese nell’estate del 2007 e solo alla fine del 2008 l’apertura degli store a Firenze e Roma.
Di tendenza in America, i creativi italiani hanno subito apprezzato il brand per diversi shooting su riviste specializzate di trend e tendenze. Le linee completamente ripulite e quasi modulari presentano una grande quantità di materiale per creare il proprio stile con la semplicità delle sovrapposizioni di colori e tagli.


L’uomo American Apparel è libero da ogni convenzione. Le giacche non esistono e le maglie, dai larghi colli a V, si sovrappongono a felpe monocolore in puro stile acid pop. Ogni capo, presente in almeno 15 diverse tonalità, permette di mantenere uno stile deciso e di variare nello spirito.


La donna è invece più strutturata. Non c’è solo cotone ma anche pelle, vinile e tessuto tecnico. I colori acidi e brillanti creano un’immagine da fumetto, quasi uscita dai graffiti metropolitani. L’abito, che è sempre sul confine con il limite della decenza da strada, permette di scherzare e distruggere i preconcetti modaioli che vedono la femme come un manichino da appesantire con tagli complessi e raffinati.


Da BUTT magazine, a PIG, American Apparel è l’emblema di un’America libera di mostrarsi al peggio (ma anche nella sua più brillante forma). Amata dai gay e must femminile nei club, questa griffe si farà facilmente strada nell’undergrund informale delle nostre città.
(Foto: American Apparel)
Australia. L’evento Ferragamo.
“Australia”, il nuovo film di Buz Luhrmann (“Moulin Rouge!”, “Romeo + Giulietta”), è da poco nelle sale, ma è già parte della storia del cinema mondiale. Presentato come il nuovo “Via col vento”, è kolossal abbastanza da farci credere che possa davvero essere così.

La magia e l’esagerazione di Luhrmann si riaffacciano in questa storia di passione in un complesso gioco di colori e sensazioni. E la storia, di guerra, di terrore, di razzismo e d’amore profondo, diventa quel bellissimo pretesto per mostrare una terra splendida e sconosciuta. Lontana ed intrigante. L’Australia è in ogni immagine di tutto il film e gli spettatori la guardano come se fosse un mondo incantato, creato da una penna ispirata al “Mago di Oz”, che più volte ritorna nel film.

Nicole Kidman (“The Others”) e Hugh Jackmann (“X-Men”) sono gli attori protagonisti della pellicola. Bellissimi, e bravi, costruiscono i personaggi come se fossero veri. Come se il loro racconto non dovesse finire al termine del film, ma potesse continuare nelle nostre menti. Il look è studiato nel minimo particolare per poter sottolineare l’aspetto realistico di “Australia”.

A Roma si è svolto il party esclusivo di presentazione delle scarpe firmate Salvatore Ferragamo create con la collaborazione di Catherin Martin, Costume Designer di “Australia”. “Sarebbe stato assolutamente credibile che un personaggio come Lady Sarah Ashley”, dice Catherin Martin, “avrebbe voluto che le sue scarpe fossero state fatte da Ferragamo in quel periodo. Perciò questa scelta calza in modo assolutamente naturale”. E James Ferragamo, Direttore del reparto di accessori femminili, dice che è “assolutamente orgoglioso ed onorato di aver potuto lavorare con il visionario regista Buz Luhrmann e la designer Chaterin Martin. E’ un dato certo che grazie la loro passione e creatività abbiano realizzato qualcosa di mai visto”.

E nello store di via Condotti gremito di principi, baroni, duchesse e dall’aristocrazia Romana, le scarpe sono state presentate cercando di indirizzare lo sguardo per carpirne l’estremo collegamento tra “Australia” ed il glamour degli anni ‘40. Collocate nel centro della sala, quasi fossero un’opera d’arte, le due creazioni sembravano avere un’aurea magica. Magica quanto quella delle scarpette rosse di Dorothy. Ma magica quanto la stessa aurea che mostra “Australia”, una grande storia fuori dal tempo attuale.
Grande Fratello 9

Al via questo lunedì la nona edizione del programma di successo Grande Fratello. Quasi un ritorno al basic, gli autori faranno scontrare 14 concorrenti completamente sconosciuti e senza nessun legame di parentela. La trasmissione, presentata la scorsa settimana nel Palatenda di Cinecittà, sarà nuovamente condotta dalla frizzante Alessia Marcuzzi, ormai madrina e perfetta padrona di casa del GF. Arrivata alla sua quarta condizione, la Marcuzzi è felice di ritornare a collaborare con la Endemol e la Mediaset in questa nuova avventura.
Posto in forte contrasto con X-Factor, il lunedì su Rai Due, il Grande Fratello cerca di mantenere il livello delle vecchie edizioni. Andrea Palazzo, coordinatore autori, è convinto che i reality non siano assolutamente un genere morto. “E’ un genere entrato nel mondo della televisione come i quiz ed i talk show. Non c’è un’indigestione di reality. Ci sono quelli che vanno male e quelli che vanno bene ma questo è naturale”.
E certi che la nona edizione del GF possa non essere altro che un successo, gli autori hanno presentato, per la prima volta, in anteprima, alcuni dei volti dei ragazzi.
Le storie personali sono quest’anno molto forti. Il gruppo è eterogeneo con personaggi interessanti. “Ci sono storie davvero speciali, davvero uniche ed anche delle altre molto normali ma speciali al tempo stesso”, afferma Palazzo. Ma la vera novità è l’ingresso nella casa di un concorrente cieco. Jerry, questo il nome del ragazzo con origini calabresi ma domicilio in Roma.
“Jerry è autoironico, smart, è una persona speciale”, dice sorridente Alessia Marcuzzi che ha avuto con il ragazzo diversi incontri. E Palazzo aggiunge: “lui si definisce uno sperimentatore e dice una cosa molto bella: -accetto la sfida ma non voglio sconti-. La cosa che poi ha precisato con più forza è che lui non si sente di rappresentare nessuna categoria. Rappresenta solo se stesso. Il ragazzo che è. Ha vissuto una vita molto dura ma ha trovato una dimensione assolutamente felice lavorando all’aeroporto di Fiumicino nel trasporto disabili. Ha 31 anni e vive solo. È quasi completamente autonomo. Lui chiedeva che la casa non fosse costruita per un non vedente ma fosse solo adattata. Infatti la casa in cui abita è assolutamente normale. Sarà difficile adattarsi in questo spazio nuovo. La casa sarà adattata e sarà lui ad adeguarsi man mano a questa nuova realtà di spazio. Prenderà conoscenza dell’ambiente un po’ prima per poter capire alcune cose. È un’attenzione nei suoi confronti. Lui avrebbe desistito ma per noi è importante per capire alcune cose tecniche”.
Ed a Jerry si aggiungono una rosa altrettanto colorita di concorrenti. Ferdi, è un Rom montenegrino che da tempo vive a Roma nell’assoluta integrazione. Lavora e vuole che la sua vita sia migliore. E come lui anche Claudia di Palermo cerca riscatto. Vive nel pericoloso quartiere Zen ed ha tante storie di violenza e crudeltà da raccontare, ma la sua città non la vuole lasciare. Così spera di vincere per poter costruire nello Zen un teatro per i ragazzi, affinché ci possa essere qualcosa di positivo nel luogo in cui abita.
Anche il sapore americano riempirà le stanze della casa di Cinecittà. Dapprima il Surfer italiano che vive alle Hawaii. Circa 20 anni fa lui ed un suo amico furono colpiti da un fulmine a Fregene. Dopo essersi svegliato dal coma, e scoperto della morte del suo amico, il Surfer decise che era arrivato il momento di cambiare vita, trasferirsi in America, e vivere delle sue emozioni. E da Hollywood viene invece Gianluca, napoletano sciupa femmine. Trasferitosi in America per fare soldi, ha fondato lì la sua azienda di successo ed ora vuole partecipare al Grande Fratello per lanciare il messaggio ai giovani che “Volere è potere”, ma anche per conoscere più ragazze possibili.
Ma il vivere comune è anche un aspetto importante in questa nuova edizione del GF grazie a due presenze importanti. Daniela, l’hostess dell’Alitalia che combatte per la sua azienda, e per la speranza di realizzare il suo sogno di cantante. E ultimo Marcello, panettiere del nord Italia, che tanto vorrebbe una ragazza seria, ma trova solo rapporti da una notte sola.
Se il Grande Fratello sarà un successo non è dato sapere, ma sicuramente si presenta come un sempre nuovo, e bel programma targato Endemol e Mediaset.
CRUDO. Ferrari Lounge. ROMA
A Roma non è mai facile trovare un luogo elegante, raffinato, in stile Milanese, in cui rifugiarsi per un aperitivo od una cena particolare. Alcuni troppo esclusivi, altri solo estetica, quando si decide di passare una serata piacevole e moderna, la metà del tempo la si passa a cercare sulle riviste il nuovo locale di tendenza.

E se cercate davvero un luogo accogliente, rilassante e con cibo perfetto, la meta consigliata è CRUDO. Crudo, il Ferrari Lounge di Roma, accoglie i clienti in un vasto spazio arredato in stile loft. Pezzi di design si fondono perfettamente con elementi di modernariato in una tavolozza di colori crema e marrone. I divanetti prendono, in parte, il posto delle sedie, e tutto è più easy e rilassato. La musica lounge induce il cliente a sentirsi a proprio agio osservando le interessanti istallazioni video proiettate sulle pareti spoglie.
la scelta di crudo è quella di offrire un vasto servizio per ogni tipo di clientela. Il ristorante ha 40 posti esclusivi. La cucina è fatta di cibi rigorosamente crudi e sapori reinventati offrendo un punto di vista culinario differente. La zona Lounge, più ampia e moderna è consigliata per un aperitivo buffet finger food. tra i migliori della Capitale. Ultima è la wine room per cene esclusive e degustazioni.
Tra i cocktail, preparati con maestria, spiccano quelli a base Ferrari. Il sapore frizzante dello spumante si mescola ad aromi di ciliegia, e spezie lontane. E’ consigliabile ordinare il Ferrari Green Apple Cannella. Cocktail dolce ma assolutamente piacevole.

I prezzi, non altissimi oscillano da un minimo di sei euro ad un massimo di sessanta (per il ristorante). Se cerchi un posto nuovo, CRUDO è la soluzione migliore.
Ristorante Crudo. Via degli Specchi, 6. Roma. 06.6838989
FLM Fashion
La scorsa sono stato al super fashion evento dell’AltaRoma AltaModa. S, collaboratore del giovane e talentuoso stilista Marco Coretti, mi ha fatto recapitare a casa 4 inviti per la sfilata della presentazione della collezione A/I 2008/2009 (omaggio ad YSL). Non si può nemmeno immaginare quanto io fossi contento di poter partecipare a questo lussureggiante ed esclusivissimo appuntamento della Roma bene.
Les Girls, io e V. ci siamo dati appuntamento davanti al Red all’Auditorium. Ovviamente Les Girls hanno ritardato, perciò, noi due ragazzuoli, ci siam comodamente seduti al bar per un caffè ed un pasticciotto. Io, immerso completamente nell’aria condizionata del locale, ho subito cominciato il manzo watching affinchè potessi svolgere una personale (ed eccessiva) ricerca antropologica sull’uomo da sfilata. Ahimè, i risultati sono stati deludenti. Diciamo che più che altro, invece che di uomini, si poteva parlare di individui dal sesso ignoto, vestiti aderentissimi, coloratissimi e lampadati fino alle ossa. It’s fashion world!
Dato l’enorme ritardo de Les Girls, io e V siamo entrati nella hall per metterci in fila, e tra un discorso serio ed una frase in stile “mazza quanto è vestita male quella”, finalmente siamo entrati nella sala dove un candido catwalk attendeva solamente di essere calpestato. Preso dall’istinto irrefrenabile di muovere l’anca sulla passerella, già immaginavo le guardie afferrarmi dalle braccie e trascinarmi via, così, mogio mogio, mi sono accomodato nella mia personalissima puntata si Sex and the City. Ovviamente l’unica cosa che si può fare ad un evento del genere è osservare la fauna e tagliare, gossippare, criticare. E noi abbiam dato fiato alle trombe immediatamente.
Tanti vipparelli in giro, ma nessuno di cui potessi ricordarmi il nome. Fortuna V. è più colto di me in questo campo Novelloso, e mi ha snocciolato alcuni nomi. La Rettondini, Simon del Grande Fratello e Carabinieri, Ciufoli, Valentino Cuzzeri della Husky Film, Leopoldo Mastelloni, la vecchissima Pampanini , Annachiara -direttrice artistica del GayVillage, e Baby Marcelo del Troya Asesina. Degli altri non ricordo assolutamente nulla.
Quello che però ho notato è che ad una sfilata di moda la maggior parte delle persone sono vestite malissimo. Cappelli di paglia enormi e rosa. Canotte trasparenti da uomo e camicie fluo. Jeans brutti e scarpe sformate e tanto tanto kitsch che da anni non ne vedevo concentrato in quel modo. Nelle precedenti sfilate che ho frequentato i toni erano si forti, ma non accecanti come in questo caso. Anche se, il ragazzo in kimono leopardato presente alla sfilata di Gucci è stato davvero difficile da dimenticare.
Dopo poco anche Les Girls sono arrivate, ed allora i commenti si sono inaciditi ancora di più. E’ stata creata addirittura una nuova disciplina olimpica, a cui V. ha voluto concedere un nome davvero degno della haute couture: Festa della ginnastica ritmica delle extention. Infatti la maggior parte delle donne strafatte di botulino sbatteva in faccia ai vicini le chiome di capelli plasticosi appena impiantati dall’ultimo parrucchiere di grido.
Infine la sfilata è cominciata e finalmente l’arte della creazione degli abiti ha messo a tacere i nostri commenti, e quelli di tutti gli altri presenti. Tra nuvole di pizzi e sete ho pensato che la moda è arte, è vuota, è fantastica ed è totalmente evanescente. E proprio per questi motivi è qualcosa che mai cesserà di meravigliare ed appassionare perchè una sfilata è davvero capace di farti eclissare dalla pesantezza del mondo e gioire di un momentanea leggerezza fatta di pochi grammi e tanti colori.
Nell’immagine in alto l’abito che mi ha fatto battere le mani fino allo scorticamento (Cliccandoci su potete vederla ingrandita). Per le altre foto invece cliccate qui. Le creazioni meritano di essere viste.
Roma Gay Pride 2008
Questo articolo è pubblicato in collaborazione con FuoriLeMura.it
Testardamente: Dignità, Parità, Laicità. Lo slogan del Gay Pride romano non poteva essere più esplicito. Manifestazione intralciata in tutti i modi possibili, prima il patrocinio negato e poi la Piazza S. Giovanni non concessa, ha riuscito comunque a far parlare nuovamente dei diritti della comunità GLBT.

Una fiumana di persone ha invaso le strade del centro ballando e divertendo i cittadini che hanno risposto positivamente alla manifestazione. Gli organizzatori non potevano essere più contenti dell’esito. L’ordine dei partecipanti ed il pieno rispetto delle regole ha dimostrato che gli incivili vanno trovati altrove, “In Parlamento” ha suggerito Vladimir Luxuria nel suo intervento a fine parata. 500mila persone stimate, hanno seguito il percorso urlando la propria personale richiesta di diritti ed accettazione e non è mancato un piccolo momento di paura. Infatti in via dei Fori Imperiali, un gruppo di persone, appartenenti al Gruppo Futurista e Casa Pound, hanno cercato di aggredire con coltelli e ed insulti i manifestanti, ma fortunatamente, il pronto intervento della sicurezza ha allontanato immediatamente la minaccia.
I carri, circa una ventina, rappresentavano ciascuno i vari gruppi che compongono la comunità gay, e tra tutti, ha fatto da padrone il carro “sobrietà” di Muccassassina. Go go boys, ballerini e Drag Queen tutti vestiti di bianco hanno omaggiato le parole dell’amata Carfagna che ha consigliato di essere sobri abbandonando le paillettes ed i costumi. Le tre Drag per gli abiti si sono ispirate al calendario sexy della Ministra sottolineando l’assurdità delle sue dichiarazioni. Come la stessa Luxuria ha affermato “è davvero troppo sentire la Carfagna parlare di sobrietà. Una delle foro del calendario la vedeva nuda, avvolta dalle reti da pesca e uomini. Il titolo di quella foto è “Lussuria”. C’è chi ha il cognome, e chi invece fa le foto”. La serata si è poi conclusa con la notte organizzata dal Muccassassina. Euphoria, questo il nome del party, ha accolto tutti i partecipanti alla manifestazione che hanno continuato a divertirsi con la splendida animazione drag e con la musica dei dj di Ibiza.
Il Gay Pride ed il suo colorato rumore è un evento più importante di quanto si pensi. Scendere in piazza silenziosamente e “furtivamente” non ha senso. E’ proprio grazie al rumore di tante persone messe insieme che si riesce ad attirare attenzione verso un argomento di cui nessuno vuol parlare. Se è vero che davanti alla legge tutti sono uguali, dovrebbe anche esserci una condizione in cui le leggi sono uguali per tutti. Purtroppo l’Italia è un paese incivile, pieno di contraddizioni e falso. Il motivo della crisi che percorre il Paese è da trovarsi proprio qui. Non nei diritti negati ai gay, ma nell’utilizzo di “diversi pesi e misure” in base all’etnia, religione ed orientamento sessuale. Mai una nazione europea è apparsa così retrograda e morta, e la sobrietà è l’ultimo dei problemi quando i diritti basilari vengono negati a delle persone che non fanno nient’altro che amarsi.




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