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Intervista a Francis Ford Coppola

Pubblicato in Francis Ford Coppola, Interviste da pinkandthecity il Aprile 6, 2008

BF4505D7-C0DD-41AB-851A-F137F1CD8E1CRitorna dopo dieci anni di assenza uno dei più grandi registi della storia del cinema. Francis Ford Coppola, autore di alcuni dei film di più successo come la trilogia del Padrino o “Apocalypse now”, tanto per fare due esempi. Abbandonato il cinema americano, e tutta la sua grandiosità, Coppola si è dedicato completamente alla lavorazione di “Youth Without Youth” ( in italiano “L’altra giovinezza”), film indipendente prodotto, scritto e diretto completamente dal regista.

A Roma, Coppola ha incontrato la stampa per parlare del suo lavoro, tanto filosofico ed onirico, quanto vero ed emozionante.

Come inizia questa storia?

Comincia con l’inizio del film, ovviamente!. No, comincia con un uomo più vecchio che ritiene che la sua vita stia finendo. E’ la storia di molte persone adulte che a questa età entrano in crisi. Il film è molto personale ed ovviamente la mia vita si rispecchia in questa storia.

Come mai ha deciso di fare questo film?

Io ne sono il finanziatore e ci tengo a precisare che questo non è un film low budget. Ho sempre voluto essere autonomo. E ci sono un sacco di persone che vengono in Europa e possono produrre, anche da giovani, ma quando io ero un ragazzo non pensavo di avere successo e non potevo permettermi di produrre. Da vecchio faccio quello che avrei fatto da giovane e sono molto felice di essere qui.

Come è stato lavorare in Romania?

La Romania è un paese con una grande tradizione culturale e cinquanta ruoli del film sono stati interpretati da rumeni. Ho attinto molto al loro teatro. La Romania dopo l’entrata nell’Unione Europea sta vivendo un momento fantastico. Ci sono molti ragazzi nel campo cinematografico che si distinguono ed ho lavorato davvero con ottime persone. C’è anche un ottimo vino. Un giorno ho anche chiesto se fosse vero che i romani avessero insegnato loro a fare il vino o fosse il contrario.

Come si è trovato a dirigere dopo dieci anni?

Io cercavo di scrivere qualcosa di interessante per poi ritrovare un posto nel cinema. Non voglio più essere solo un regista ci intrattenimento ma anche un buon finanziatore.

“Youth without youth” di certo non è un film che può piacere a tutti. Come risponde alle eventuali critiche?

Si è sempre consapevoli che quando si fa un film ci vuole tempo per far decidere il pubblico se l’opera piace o no. Apocalypse, ad esempio, piace adesso e non quando è uscito. Questo è un caso diverso da “Spider-man” o “Shrek” che subito si sa se piacicono o no. Molti dei capolavori migliori hanno avuto bisogno di tempo per diventare tali e non ci si deve preoccupare dell’immediato. Voi intanto fatevelo piacere e non decidete subito se è buono o cattivo. L’ideale sarebbe vederlo la prima volta e poi ritornare gratis al cinema per rivederlo.

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