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Intervista a Jim Carrey

Pubblicato in Interviste, Jim Carrey da pinkandthecity il Dicembre 28, 2008
Jim Carrey arriva per la prima volta in Italia in occasione dell’uscita della sua nuova commedia YES MAN. Tornando al Carrey vecchio stile, l’attore recita il ruolo di un uomo che decide di dire “si” a qualunque cosa la vita possa offrirgli. Ciò concatena una lunga serie di eventi strani e positivi che gli cambieranno in meglio tutta la vita. Ambientato in una Los Angeles quasi surreale per quanto viene dipnta sopra le righe, YES MAN è una commedia divertente, spassosa e finalmente intelligente. Jim Carrey, Zooey Deschnel ed il regista del film Peyton Reed hanno raccontato ai nostri microfoni tutto quello che c’è da sapere su YES MAN.

YES MAN è una commedia ottimista. Ogni si detto equivale ad un nuovo evento positivo. Sig. Carrey, quanti si ha detto in tutta la sua vita, e le è capitato di dare dei no?

Jim Carrey: Oltre settecentonovantacinquemila sì e circa cinque no. (Jim Carrey ride continuamente durante tutta l’intervista n.d.r.) Credo che sia molto più difficile dire no che sì. Rispondere no alle persone è la cosa più difficile che si possa fare.

Per la lavorazione di YES MAN ha dovuto dire si a cose strane che nella vita normale non avrebbe mai fatto?

Jim Carrey: Ho dovuto imparare a suonare la chitarra, prendere lezioni di coreano, imparare a pilotare un aereo; il mio addestratore era preoccupatissimo. Mi sono dovuto buttare da un ponte per la scena del bungee jumping, e non nego che ero molto impaurito.

A proposito lezioni di lingua, ci può dire qualcosa in coreano?

(Carrey blatera qualcosa in una lingua incerta n.d.r.) Questo è quello che mi ricoedo. Dovrebbe essere un saluto ma non ricordo bene.

L’idea che il dire di si a tutto possa migliorere la propria vita nel film è rappresentata da una sorta di movimento capegiato da un folle guru. Sig.ra Zooey Deschanel, cosa ne pensa di queste realtà americane?

Zooey Deschanel: L’auto-aiuto è una cosa fantastica, perchè tutti possiamo migliare e può aiutare molto le persone, anche se penso ci siano altre strade per aiutarsi: religione, libri, seminari o la semplice spiritualità individuale.

Le conseguenze della setta degli Yes Man sono a dir poco esilaranti e comiche. Questa, oltre che essere un ottimo spunto per una commedia, è anche una critica ai guru che proliferano negli Stati Uniti?

Peyton Reed: E’ stato divertente mostrare questi seminari visto che in America sono molto diffusi ed i migliori riempiono anche gli stadi. Di certo c’è un potenziale manipolatorio, e c’è sicuramente un grande giro di affari legato a tali seminari. Nel film forse li abbiamo resi in modo un po’ caricaturale.

Jim Carrey: Devo ammetto che ci sono tanti guru a spasso, e alcuni propongono un autentico culto della propria personalità. C’è chi tende a deificare chi dà il messaggio, ma è il messaggio che viene dato quello che conta davvero.

Ed il messaggio di YES MAN è proprio quello di affrotnare la vita in modo positivo. Come ci siete arrivati a questo pensiero?

Jim Carrey: Credo che la commedia sia tra i modi migliori per far dare al pubblico un messaggio. Ma volevamo anche far ridere gli spettatori e l’idea alla base del film era perfetta. E’ stata una grande occasione per dire qualcosa di autentico. Volevamo che il pubblico tornasse a casa con qualcosa su cui riflettere.

La location romana di questa intervista pone l’obbligo di farle questa domanda. Le piacerebbe lavorare con qualche attore italiano? Magari Roberto Benigni?

Jim Carrey: Eh, sarebbe bellissimo! Roberto ha un anima incredibile, pieno di gioia, ha un amore puro per la vita. E si sta molto bene in Italia, è un posto splendido.”

Ed ora un’ultima domanda al regista. Com’è lavorare con Jim Carrey? Lui è pazzo sul set come nella vita?

Peyton Reed (scherzando): E’ molto difficile, se non impossbile. Jim è imprevedibile, è un tiranno, è crudele!

Jim Carrey: Io credo invece che lavorare con me sia bellissimo. Io mi trovo molto bene a lavorare con me!

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