Fenomeno Mamma Mia!
Las Vegas. Luglio 2008. Il film omonimo sarebbe uscito nelle sale a breve quando ho deciso che non potevo perdere l’occasione di vedere “Mamma Mia!” dal vivo al Mandalay Bay Theatre di Las Vegas. La metà delle persone che ho incontrato durante il mio girovagare americano avevano già visto lo show. Bridget, ragazza sedicenne di Los Angeles, l’aveva addirittura visto tre volte e sarebbe tornata in teatro per una quarta volta il prima possibile. E come lei, anche il mio accompagnatore aveva già visto lo show qualche anno prima. Io, invece, di “Mamma Mia!” conoscevo solo l’ambientazione greca, la colonna sonora degli ABBA, ed il fattore gay legato allo show. Scoprire il motivo di un così enorme successo sarebbe stato il mio obiettivo. Il grande teatro dorato era enorme. Lo spettacolo, sold out da mesi, è ormai un pilastro portante nell’entertainment di Las Vegas, quasi quanto le fontane danzanti del Bellagio ed il Light Show a Downtown. Le luci in sala lentamente si abbassano e lo spettacolo comincia. L’Overture melodica lascia subito spazio al brano Honey, Honey, ed a seguire tutte le hit del gruppo svedese che fanno ballare da generazioni, ed a show finito l’unica sensazione rimasta era quella di divertimento, gioia e voglia di vivere.
Roma. Ottobre 2008. “Mamma Mia!” arriva finalmente anche in Italia grazie al film omonimo tratto dallo show. Gli ABBA, Maryl Streep, ed un cast di grandi attori, ha permesso al musical di sbancare i botteghini di tutto il mondo e si appresta a far conoscere al pubblico italiano la storia che ha divertito milioni di spettatori. La trama, semplice e lineare, è tutta ambientata nell’isola greca di Kalokairi, dove Donna (Meryl Streep) gestisce un piccolo albergo fatiscente grazie all’aiuto dalla figlia Sophie (Amanda Seyfried) prossima alle nozze. Sophie però, decisa a conoscere prima del matrimonio il padre, invia gli inviti per la cerimonia a tre uomini diversi, uno dei quali, potrebbe essere suo padre. Donna, all’insaputa di tutto, il giorno prima del matrimonio, scopre che i tre amori della sua vita sono tutti riuniti nell’isoletta, e, sconvolta, cerca di affrontarli uno ad uno intuendo che il loro arrivo non è una semplice coincidenza. L’uomo d’affari Sam (Pierce Brosnam), l’avventuriero Bill (Stellan Skarsgard) ed il banchiere Harry (Colin Firth), a loro volta capiscono che la piccola Sophie avrebbe sicuramente sconvolto le loro vite.
Tutto è brioso, allegro e colorato. Per due ore il film ci lancia nella più appassionante delle estati con un ritmo perfetto ed inconfondibile. Le canzoni sembrano scritte appositamente per lo show e, da tanti anni famosissime, fanno canticchiare anche il pubblico, che sembra volersi alzare per ballare Gimme! Gimme! Gimme! e Dancing Queen. Maryl Streep si supera regalando una nuova irresistibile interpretazione. Salta, balla, urla, canta ed emoziona. Giunta a Roma per presentare il film ha dichiarato, parlando della fantastica colonna sonora, che “La musica può spingere le persone a fare cose inaspettate. A un certo punto è la paura che ti spinge a ballare e a saltare”. E questo è anche il messaggio che cerca di mandare il film. La vita è piena di angosce, delusioni e fallimenti, ma bisogna reagire sempre nel migliore dei modi perché è solo con la positività che si possono superare tutti gli ostacoli. L’aspetto “gay” è amplificato nel film grazie ad Herry, interpretato dal bravo Colin Firth. “Tu Donna, sei stata la prima e l’ultima donna che abbia mai amato”, afferma a testa alta. Ma a teatro il coming out si ferma a questa frase, mentre il film decide di affiancare ad Herry un bel ragazzo greco (con tanto di bacio e ballo a torso nudo). Questa storia gay viene presentata nel massimo della sua semplicità e normalità, come da tempo non succedeva al cinema.
“Mamma Mia!” è un film leggero, rilassante e divertente e, nel momento stesso in cui deciderete di andare al cinema a vederlo, ricordatevi di lasciarvi andare completamente. Non fate resistenza. Sedetevi comodi e cominciate anche a ballare se volete. Tutto è concesso con “Mamma Mia!”.
Intervista a Meryl Streep
Maryl Streep, a Roma per presentare il film Mamma Mia, si è piacevolmente data in pasto alla stampa nell’elegante cornice dell’Hotel St. Regis. Dopo anni d’attesa, che l’hanno vista protagonista di voci di corridoio e successive smentite sul suo arrivo in Italia, finalmente Maryl Streep, che detiene il record di nomination all’Oscar, si presenta in tutta la sua bravura, pronta a parlare del film, della sua carriera ed anche della sua vita personale.
Lei ha il record di nomination agli Oscar e non ha praticamente mai avuto critiche negative in tutta la sua carriera. Con un passato del genere ha mai sofferto del complesso della prima della classe?
Guardi, io sono madre di quattro figli: loro sono bravissimi a tenermi con i piedi per terra; la famiglia rimette tutto nella giusta prospettiva. In generale, non penso al mio ruolo nell’industria cinematografica. Ci penso soltanto prima di andare alle conferenze stampa. A volte, quando incontro delle giovani attrici, mi rendo conto che sono un po’ in soggezione nei miei confronti; anch’io non sono mai sicura prima di iniziare il lavoro su un ruolo. Ma, in generale, non avverto atteggiamenti particolari da parte dei miei colleghi, quando lavoriamo insieme.
“Mamma mia!” , oltre che una splendida commedia, è anche un film sul diventare vecchi ma lei si mantiene sempre in splendida forma. Che antidoto ha trovato all’età come attrice e come persona?
Innanzitutto devo dire che sono molto grata per la carriera che ho e per la mia famiglia; forse a una certa età ci si sente più stanchi, ecco, e si arriva alla fine della giornata con qualche doloretto in più. Ma le donne della mia età hanno molto da dare; d’altra parte, vogliamo anche molto di più.
Per questo film lei ha provato le coreografie per un mese, prima delle riprese. Come ha affrontato il lavoro sul ballo, e in generale come si tiene in forma?
Non sono così in forma! A un certo punto è la paura che ti spinge a ballare e a saltare. La musica può spingere le persone a fare cose inaspettate.
E a proposito di musica, lei in questo film dimostra di avere una musicalità naturale, ma anche derivata dall’ambiente in cui è cresciuta. Visto il successo di “Mamma mia!”, ha dei progetti per fare un altro musical?
Io non sono una cantante, sono un’attrice che sa cantare. I cantanti esprimono se stessi con la musica, a me semplicemente piace cantare. Ho lavorato a “Madre coraggio”, un’opera che abbiamo messo in scena a Central Park per scopi benefici; tra poco ne uscirà la registrazione. La musica è stata sempre presente nella mia vita: quando era già molto anziana, mia madre mi disse che se non si fosse dovuta dedicare interamente alla famiglia avrebbe voluto essere una cantante di piano bar.
Sempre a proposito di musica, ci può dare qualche ricordo dei Beatles?
Quando i Beatles vennero in America nel ’65 io avevo 15 anni. Mia madre mi diede il permesso di andare a New York per il concerto con il mio ragazzo, e io ero nelle prime file e avevo un enorme cartello con scritto “I love you Paul” e forse lui mi ha visto, non so. Mi piace pensare che se ne sia ricordato perché quando ha ricevuto il Grammy alla carriera ha chiesto che fossi io a consegnarglielo.
Tornando al film, vediamo che il gruppo maschile si contrappone a quello femminile, gli uomini alle donne come nel gruppo degli “Abba”. Lei pensa che questa contrapposizione sia ancora presente ai nostri giorni, anche a livello cinematografico?
Diciamo che la maggior parte dei film sono pensati da uomini, e le donne sono spesso in secondo piano. E’ vero che ci sono pochi film pensati per le donne. Questo film è stato girato da una donna con un cast prevalentemente femminile: gli uomini potrebbero scegliere di non vederlo, probabilmente dovrebbero essere portati al cinema per vederlo, anche se sono sicura che si divertirebbero moltissimo. C’è una grande risposta di pubblico per questo tipo di film, anche gli Studios non si aspettavano qualche successo.
Per quanto riguarda il contrasto tra uomini e donne: nella storia tutto cambia, e si spera che cambi per il meglio.
Lei ha assolutamente ragione. La storia, quella americana dell’ultimo periodo, ci dimostra che le cose davvero possono cambiare. Lei, che ora ne ha la possibilità, per chi voterà alle elezioni di novembre?
Io voto Obama.
E di di Sarah Palin cosa ne pensa?
Io non la conosco affatto, il fatto è che nessuno la conosce. Su questo punto preferisco non commentare.
Ritornando invece alle giovani leve del cinema, anche sua figlia ha intrapreso al sua strada. Ha dei consigli da darele? Non tutti possono vantare come madre un’attrice del calibro di Meryl Streep!
Io ho mille amici attori che non hanno avuto successo, che ora lavorano come doppiatori o nella pubblicità; quindi i miei figli conoscono luci ed ombre di questo mondo. Quando io ho iniziato ero molto più ottimista di loro, pensavo che avrei avuto successo perché ero io: loro sono molto più concreti di me. Comunque, io non posso intervenire nelle loro scelte. Da parte mie, ho amato tutte le mie esperienze come attrice, che mi hanno dato molto come persona.




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