Intervista a Vin Diesel e Michelle Rodriguez
Vin Diesel e Michelle Rodriguez sbarcano a Roma per presentare il quarto sequel della fortunata serie FAST & FURIOUS. I due hanno preso parte al primo film della serie ed a questo. Il motivo ce lo spiegherà, con molto trasporto Vin Diesel che dimostra che dietro l’immagine del duro, e le chiacchiere di corridoio che lo riguardano, c’è invece una persona molto dedita al bel lavoro e con delle enormi motivazioni per andare avanti.
Dopo il primo FAST & FURIOUS il fenomeno del tuning, ovvero l’arte di modificare le macchine, ha letteralmente invaso l’Italia, ed ovviamente il resto del mondo. Potevati immaginarvi che sarebbe successo tutto questo?
VIN DIESEL: Wow. Bene. Per quanto riguarda il tuning è una cosa che sentiamo spesso viaggiando negli altri paesi. Abbiamo viaggiato con questo press tour e con quello del primo film nel 2000 e sapevamo che stavamo sfruttando un mercato sotterraneo. Forse non ci credete ma in America non era affatto di moda. Era una sottocultura e con questo film l’abbiamo resa conosciuta. Sappiamo e siamo orgogliosi che abbiamo dato vita a questo nuovo fenomeno. Eravamo consapevoli che stavamo prendendo una posizione. L’idea di migliorare un motore era una presa di posizione piuttosto netta. In più fino al primo film della serie FAST & FURIOUS le auto erano molto costose e con questo vogliamo dire che anche una macchina poco potente può diventare grandiosa. Come una Lamborghini. Perciò va benissimo. Ben fatto
MICHELLE RODRIGUEZ: Quello che mi piace della mia professione è che si può dare voce al passato e la sottocultura. Magari attività non dichiarate, illegali. Si dà voce anche alle tribù contemporanee. Quelle che non trovano spazio e sfogo. Quelle messe in comparti stagni e se ne parla solo quando il fenomeno passa. Con questo FAST & FURIOUS ci avviciniamo ad un mondo nascosto. Grazie a film di questo genere mostriamo quelle culture che nel mondo esistono. E voi come me se non ci fosse nessun film su questo argomento, probabilmente non ne avremmo saputo nulla.
Dopo 8 anni vi siete ritrovati sullo stesso set in cui per la prima volta avete lavorato insieme. Com’è stato ritornare a FAST & FURIOUS e, Sig. Diesel, che sensazione si prova a lavorare con una donna affascinante come Michelle Rodriguez?
VIN DIESEL: Che sensazione si prova a lavorare con Michelle? Non posso mai parlarne troppo bene. Michelle è stata il mio primo amore. Quando ci siamo incontrati la prima volta avevo recitato solo in XXX e SALVATE IL SOLDATO RYAN. Non avevo ancora rappresentato il mio amore o l’amore per altri in questi film. Perciò è stato speciale tornare a recitare in questo ruolo. Un personaggio che ama un altro personaggio. E lei è davvero così amabile sia nel film che nella vita.
MICHELLE ROFRIGUEZ: FAST & FURIOUS è stato il primo film; è stato la nascita per me ma anche per gli altri attori; la nascita della nostra carriera ad Hollywood. È recitane nuovamente in FAST & FURIOUS è stato come tornare in famiglia. È straordinario. Sono passati 8 anni e ci siamo rincontrati tutti dicendoci che è passato tempo, che siamo più maturi. E’ davvero bellissimo tornare insieme. Questa esperienza ci lega in modo profondo. Tutte queste persone sul poster… (indica la gigantografia alle sue spalle n.d.r.) …vederle nuovamente insieme è meraviglioso. Riprendere la formula di questo film è meraviglioso.
Sig. Diesel, voci di corridoio annunciano che presto lei indosserà i panni di Annibale. Ci può parlare di questa esperienza?
VIN DIESEL: Vuoi davvero che ti parli di Annibale? Tu che sei romano? Sei sicuro? Quando sono arrivato in questa città (ride continuamente n.d.r.), durante il viaggio dall’aeroporto all’albergo, sulla via appia, la strada più vecchia del mondo mi sono detto: menomale che non ho saccheggiato Roma. Una città veramente bella. Infatti, forse sto dicendo un po’ troppo, ma pensando a FAST & FURIOUS, ed a come potrebbe continuare, ho cominciato a pensare a tutte le corse possibili che si potrebbero fare sull’appia. Delle corse con i cavalli sull’appia. (continua a ridere n.d.r). Vi amo tutti voi romani!
Questo nuovo FAST & FURIOUS è un sequel completamente diverso dagli altri. Forse anche superiore al primo.
VIN DIESEL: E’ davvero così. C’è voluto così tanto tempo per realizzarlo perché stavamo aspettando di fare un film vero e proprio. Nessuno voleva solo un sequel per il semplice motivo di eguagliare il successo economico del primo. Volevamo dare un seguito alla storia. Quando si pensa a FAST & FURIOUS si pensa ad auto, corse, belle donne ma al cuore c’è l’esplorazione dell’amicizia. Il film definisce l’amicizia tra persone e questo è visibile agli occhi di tutti quelli che hanno visto il film. In più c’è voluto molto tempo per convincere anche gli studios. È un bel complimento sentirti dire che hai apprezzato questo film perché la nostra intenzione era proprio questa.
Lei è un’icona dei film d’azione moderni. Prima di lei c’erano Stallone ma anche Schwarzenegger. Anche lei provava ammirazione per loro tanto da ispirarsi nei suoi film?
VIN DIESEL: Abbiamo tutti amato i film di Stallone e Schwarzenegger. Ma prima di loro si guardavano altri film come Via col Vento ed i film di questo genere erano i film d’azione nella loro epoca, con l’unica differenza che venivano chiamati solo film. Non avevano l’etichetta “d’azione” e tutti gli attori di quel periodo ora sono i miei eroi ed io mi avvicino a loro con la stessa convinzione. Alcuni film hanno bisogno di più azione ma il mio approccio è sempre lo stesso e spero che questo si possa riflettere nel mio lavoro. Spero che possiate vedere FAST & FURIOUS e capiate che l’abbiamo fatto col cuore. Non sfruttiamo solo l’azione ma cerchiamo di fare qualcosa con un significato importante senza l’etichetta di “eroi” o “film d’azione”. I miei modelli vanno quindi indietro a Stallone anche se lui mi ha fatto venire la voglia di farmi partecipare a queste opere in più, crescendo a New York ci si poteva sentire molto forti dopo aver visto i film di stallone e noi abbiamo inserito nei nostri quell’elemento che ti possa far pensare che tutti possano davvero salvare il pianeta.
Nella sua carriera ha recitato i ruoli di tre grandi personaggi. Riddick (PICH BLACK), Cage (XXX) e … (FAST & FURIOUS). Ha fatto di tutti un sequel tranne che per XXX. È una scelta personale o dell’industria?
VIN DIESEL: A volte Hollywood si eccita un po’ troppo. Ne ho già parlato. Ci sono voluti 5 anni per Riddick ed 8 per Toretto. Rob Cohen farà invece il prossimo XXX e si riallaccia a quello che dicevo prima. Hollywood non è mai riuscita a comprarmi. Non faccio un sequel perché lo fanno loro. È molto più importante mantenere l’integrità di un personaggio ma a volte uno studios preferiscono fare film molto in fretta. Ma io, per i personaggi a cui tengo, preferisco aspettare. Spesso mi dicono che sono una persona difficile ma la verità è che se un personaggio mi è sacro io sono l’ultimo che decide e voglio che sappiate che se faccio un film è perché ci metto il cuore. Mi hanno detto che faccio il prezioso e che ho degli standard molto alti per la sceneggiatura. Ho recitato a teatro e credo che il cinema sia davvero sacro e mi rifiuto di scendere a compromessi.
Lei ha dato solo una volta la voce ad un film d’animazione; IRON GIANT. Pensa di voler tentare nuovamente questa strada prossimamente visto il numero sempre più alto di film animati?
VIN DIESE: Ottima domanda. Ma perché non me l’hanno più chiesto? Non lo so. La Pixar non mi ha più chiamato e non so perché. Non so se sono i miei agenti che rifiutano senza dirmi nulla. Perché non me l’hanno più chiesto? Perché lo farei. Forse credono che la mia voce sia troppo forte. Non lo so. Ma perché diavolo non me l’hanno chiesto! Ripeto, ottima domanda e la faccio mia. Ma la risposta è si. Mi piacerebbe molto ripetere l’esperienza con un film di buona qualità. Forse quando si fa i preziosi non offrono le cosette ma forse ci sono dei grandi film e non hanno mai pensato a me. Non lo so. Quando ho lavorato per IRON GIANT non ero padre ma ricordo che ho pensato che quando avrei avuto figli mi sarebbe piaciuto che quando a mio figlio avessero fatto la domanda “cosa fa papà?”, lui avrebbe dovuto dire “Papà fa Iron Giant!”.
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