Se stasera sono qui…
Questo articolo è a cura del settimanale www.fuorilemura.it
Loretta Goggi torna in scena, per il secondo anno consecutivo, con lo spettacolo “Se stasera sono qui…”. Questo spettacolo di successo approda al Brancaccio di Roma, tappa più importante del tour. La Goggi, ottima cantante, attrice, ed anche ballerina (pur non avendo mai ballato, come la stessa simpaticamente ammette) , stupisce con la sua semplicità e la sua pungente ironia.
La carriera della showgirl viene ripercorsa dai motivi che l’hanno resa famosa e che tanto hanno appassionato. Lo spettacolo non è altro che lo show del sabato sera. Lo show con la “s” maiuscala. Il grande spettacolo che un tempo si apprezzava e si attendeva. La scenografia, totalmente televisiva, e leggermente in stile Broaway, è una struttura che circonda la bravissima orchestra diretta dal maestro Federico Capranica, da sempre fedele amico della Goggi. L’orchestra è la trama su cui lo spettacolo si tesse. La musica crea le pareti e i colori della stanza in cui Loretta, grand diva della scena, gioca e mostra le sue abilità.

Tra i brani, lo show, presenta i vecchi classici. Da “Maledetta Primavera” ad “Io nascerò” e “L’aria del Sabatosera”, ma un bellissimo spazio è anche dedicato al musical. “Cabaret” ed “Hello Dolly” sono cantati egregiamente dalla Goggi che subito cambia le scene e dedica un’emozionante parte dello spettacolo alla cultura ed alla passione napoletana. Il corpo di ballo, composto da dieci ballerini, fa da contorno ai brani musicali riproponendo, e ricreando, quelle belle coreografie che solo un grande spettacolo della rai era capace di offrire. Oltre che le canzoni, Loretta Goggi, presenta i suoi sempre emozionanti pezzi di teatro fatti delle inimitabili imitazioni e di personaggi nuovi ed irresistibili.

E’ comunque vero che lo spettacolo nel suo insieme, agli occhi di un non-fan della Goggi, appare un pò troppo vecchio stile. Quasi cristallizzato nei primi anni ‘90, lo spettacolo non può rivolgersi ai ragazzi, ma solo alle persone che la Goggi l’hanno potuta amare in televisione ed anche a teatro. La platea, stracolma, dimostrava infatti che il pubblico di Loretta è composto dai suoi fedeli e dai gay, che sempre hanno amato l’artista.
Nell’insieme “Se stasera sono qui…” è un bello spettacolo, degno di essere guardato, riso e vissuto. Lode a Loretta Goggi, l’unica donna che sia riuscita a metter su un fortunatissimo “One woman show”.
Jesus Christ Superstar
Questo è uno speciale teatro a cura di www.fuorilemura.it
A Roma, dopo due anni, ritorna il musical “Jesus Christ Superstar”, opera scritta da Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Forse il musical più riuscito in assoluto nella storia del teatro, parla degli ultimi sette giorni di Gesù di Nazareth a Gerusalemme e di come gli eventi l’abbiano portato ad essere immolato per il suo popolo. La storia però è conosciuta da tutti, e quindi la novità è tutta nell’allestimento. Le scene, trasportate pesantemente negli anni ‘60, mostrano un gruppo di hippy (tra cui mercanti, barboni e discepoli), pronti a seguire il proprio messia per non sottostare al Re di Roma.
La versione italiana finalmente propone i brani tradotti non snaturando l’opera originale. Tutto è curato nel dettaglio per permettere che il senso del musical non venga corrotto. Il regista Fabrizio Angelini, incentra l’azione in un unico luogo. Una città quasi in rovina, con colonne spezzate e solo sabbia come pavimentazione. In questo luogo, l’antica Gerusalemme, tutta la storia si crea e si distrugge lasciando di volta in volta lo spazio al momento da narrare. Piccole accortezze, movimenti di pedane, oggetti che vengono inseriti nel contesto scenico, rimodellano il palcoscenico con intelligenza e semplicità.

I movimenti e le coreografie sono studiati per stupire e rendere meno piatta la scenografia unica. Sempre confusi e imperfetti, i movimenti dei ragazzi si contrappongono ai gesti schematici e secchi dei cattivi che appaiono secondo l’immagine dei manager che idolatrano solo il dio denaro. Assolutamente d’effetto è il momento della morte di Giuda, che di scena in scena sempre meglio vestito, ormai completamente corrotto, preferisce spararsi un colpo alla testa che affrontare i suoi vecchi amici. Ancora di grande effetto il momento delle frustate, che con una particolare soluzione scenica, mostra come anche il popolo arrivasse a soffrire per il proprio Re.

Forse poco intensa è la scena madre sulle note del brano “Jesus Christ Superstar” che dopo la cruenta morte di Giuda non riesce a spingere al massimo le emozioni rendendo quasi angelico Gesù morto in croce. Nell’insieme l’opera rimane comunque uno degli spettacoli italiani più belli degli ultimi tempi. Merito anche dell’orchestra dal vivo che finalmente ci avvicina alla perfezione dei lavori di Londra e New York. Ode e gloria alla “Compagnia della Rancia”.
Peter-Pan
Al Sistina ritorna la punta di diamante del musical italiano “Peter Pan”. Al secondo anno di programmazione l’opera è già uno degli spettacoli più richiesti in Italia. Carica di effetti speciali e buona musica, il musical, porta sulle scene la conosciutissima storia di Peter Pan.
Ormai la trama la conoscono tutti. Peter Pan, Michele, Gianni e Wndy, Capitan Uncino, Spugna, I bambini sperduti, gli indiani e non ultima Nana, il cane tata. La bellezza della storia è rappresentata, oltre che dalla magia del racconto, anche dalle location esotiche. L’isola che non c’è, il nascondiglio nell’albero e la nave di Capitan Uncino sono solo alcuni dei magnifici posti che si raccontano.
E’ stata questa la vera sfida della produzione. Riprodurre in teatro tutti gli scenari del racconto, ma fortunatamente la sfida è stata vinta con onore. Stanze smontabili, tronchi e navi che vanno e vengono creano ogni volta delle location totalmente reali e ben pensate nel più piccolo dettaglio. Gli effetti scenici, curati da Arturo Brachetti (mago dell’illusionismo) sono a dir poco stupefacenti. Peter Pan vola con talmente tanta naturalezza che sembra quasi possibile spiegare le ali e spiccare un volo. Imperdibile poi il momento dedicato alla cattura dell’ombra di Peter.
Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, del tutto simili alla realtà. Wendy è logorroica e dolcissima e Peter tronfio, ma tanto bisognoso d’amore. Ma la vera star rock dello spettacolo è il dark Capitan Uncino interpretato da un bravissimo Claudio Castrogiovanni. Vestiti in pelle e stivali in puro stile dark fanno del pirata una vera icona. Curatissimo anche tutto il resto del cast che diventa colonna portante di tutto il Musical.
Le musiche, tutte scritte da Bennato che più volte ha sottolineato il suoi amore per la favola, sono spiritose, grintose e molto emozionanti. Unica pecca l’arrangiamento musicale che è un pò troppo in stile karaoke, ma queste sono solo piccolezze a cui appigliarsi.
Nell’insieme, Peter Pan, è davvero un bellissimo spettacolo apprezzato dai bambini, ma molto di più dagli adulti che trovano il coraggio di alzarsi in piedi per urlare “Io credo nelle fate”. Ed è questa la vera magia dello show, quella di essere uno spettacolo maturo che insegna molto permettendo di sognare e volare verso continenti lontani da noi. Verso un posto che non c’è distante solo due stelle. Perciò se sei un sognatore oppure un bambino sperduto non potri fare a meno di vedere “Peter Pan” fino al 7 settembre al teatro Sistina di Roma.
Per informazioni visita il sito internet http://www.peterpanilmusical.com/
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