Box. Cinema-Trend-Teatro-Musica

L’uomo che ama

Pubblicato in Drammatico, Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino da pinkandthecity il Ottobre 24, 2008

E’ ufficialmente aperta la gara del terzo Festival Internazionale del Film di Roma da ieri sera, quando è stato presentato in anteprima mondiale il film “L’uomo che ama”. Il film è uno sguardo maschile sulle relazioni amorose. Vedendolo ci si chiede: può un uomo soffire e distruggersi dell’amore non ricambiato di una donna? Si, Maria Sole Tognazzi (regista del film) ce lo mostra. Ma a struggersi, altre al bravo Favino, è anche il pubblico, costretto a sopportare novanta minuti di drammi e strazi accompagnati dai violini di Carmen Consoli, unico elemento del cast a risultare piacevole.

Roberto (Pierfrancesco Favino) è innamorato di Sara (Ksenia Rappoport). I due stanno per cominciare una convivenza quando lei decide di tradire Roberto. L’uomo, distrutto dall’amore, con l’anima in frantumi, vive, anzi sopravvive, e proprio nel momento culmine del dolore, tutto ricomincia. Il film si blocca e mostra quello stesso uomo, ma qualche mese prima la rottura. E’ fidanzato con Alba (Monica Bellucci), donna forte ed indipendente. I due cercano di avere un figlio, ma, dopo diversi tentativi, Roberto decide di lasciarla scoprendosi disinnamorato.

Un gioco di ruoli che si invertono in una lentezza che tanto vorrebbe essere poetica, ma rimane semplice lentezza. Maria Sole Tognazzi mostra il suo talento. Lo si intravede, ma è tutto terribilmente acerbo e forzato.

In sala, dopo la proiezione, il battito di mani è sembrato quasi un dovere, e le votazioni ad personam (novità di questa edizione) sono state spietate. “Non voglio neanche votarlo” ha detto un ragazzo all’uscita dalla sala, mentre un altro ancora ha dato un due su cinque “solo per l’accenno alla storia gay che rende lontanamente interessante il film”.

Taggato con:

Chiacchierando con Monica Bellucci e Pierfrancesco Favino

Pubblicato in Monica Bellucci, Pierfrancesco Favino da pinkandthecity il Ottobre 23, 2008

 

Le proiezioni del terzo Festival Internazionale del Film di Roma, cominciano oggi con l’anteprima de “L’uomo che ama”. Regia di Maria Sole Tognazzi, il fim vanta un cast incredibile. Monica Bellucci è la donna mattatrice e Pierfrancesco Favino è invece proprio quell’uomo che, amando si ritrova a soffrire. “Ho cercato di raccontare una storia dal punto di vista dell’uomo. Anche lui soffre come tutte le donne, ma l’unica differenza è che cerca di nasconderlo. Credo che sia davvero bello vedere un uomo così fragile e forte, esattamente come Favino”. L’attore, ormai conosciuto in tutto il mondo, è invece convinto che l’uomo non abbia mai cercato di nascondere le sue emozioni. “Infondo prima di noi c’era Dante. Lui scriveva di una ragazza e soffriva. Non poteva fare nulla, neanche andare in Chiesa, e se lei lo salutava lui soffriva di più. La verità è che l’uomo ha sempre sofferto, ma il cinema dimentica questo aspetto” – continua Favino – “O meglio, lo mostra, ma non in maniera rabbiosa. E l’uomo di questo film capisce che deve affrontare la sua tristezza per uscirne. Deve superare questo suo lutto. A me è successa la stessa cosa e perciò non è stato difficile immedesimarsi nel personaggio. In più Maria Sole mi ha giudato in questo progetto facendomi sentire leggero”.

Monica Bellucci, è invece una donna che ha tutto, ma nasconde le sue fragilità. “Il mio personaggio ha raggiunto tutti gli obiettivi ma l’uomo che ama non la ama più. Maria Sole ha abbassato le frontiere conosciute. Ha posto delle domande. Una donna bella può essere lasciata? Si!“, afferma con decisione l’attrice. “Le donne di oggi sono indipendenti economicamente e vogliono fare figli nel momento opportuno, però questo non vuol dire che non hanno bisogno degli uomini. Gli uomini sono, come spesso dico, l’altra metà del cielo”.

I presupposti per questo nuovo film italiano sono quelli di un opera capace di mostrare quell’aspetto dell’umanità che non tutti vogliono mostrare. Maria Sole Tognazzi ha sempre cercato di indagare sulle vite dei personaggi, e questa volta crea un racconto corale che rivoluziona l’immagine dell’uomo e dei suoi amori.