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Nessuna Verità

Pubblicato in Poloziesco, Thriller da pinkandthecity il Novembre 23, 2008

Ridley Scott ormai supera anche Woody Allen a numero di uscite annuali di film in sala. Ogni anno, a volta anche due volte l’anno, c’è sicuramente un nuovo film di Scott da vedere, e, fortunatamente, a differenza di Allen le pellicole sono sempre diverse e spesso interessanti. L’ultimo film di casa Scott è Nessuna Verità (Body of Lies), tratto dal romanzo omonimo di David Ignatus, a cui Scott si era già ispirato per il precedente American Gangster. Il fedele Russel Crowe e Leonardo di Caprio interpretano i due ruoli principali in una rocambolesca storia che si snoda in una vastissima area geografica.

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Roger Ferris (Leonardo di Caprio) è uno degli uomini migliori della CIA. E’ sempre in prima linea nei luoghi pericolosi in cui, ogni nuova e piccola informazione, può essere utile per salvare delle vite in un altro paese. Vive, anche piacevolmente, nei paesi orientali, e darebbe la sua intera vita per poter servire la patria nel migliore dei modi. Tutte le sue azioni si dividono tra lotta sul campo e telefonate con il capo della squadra americana Hoffman (Rassel Crowe). Hoffman gestisce tutte le missioni a distanza collegando le varie notizie e gestendo tutte le forze armate senza esitazione, e morale alcuna. Quando una cellula terroristica minaccia attentati in tutto l’occidente, Ferris ed Hoffman creano una finta organizzazione terroristica per poter contattare i capi delle organizzazioni medio orientali.

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Questo thriller non porta sugli schermi una storia vera, ma spiega con perfezione come le missioni vengono create e sviluppate. In un’era in cui i soldi e le armi non sono più il mezzo necessario per una guerra, si scopre che l’elemento centrale non è altro che la quantità di informazioni. E le informazioni sono al centro di tutto il racconto. Possiamo vedere come si viene a conoscenza di esse e quale potere possono avere a livello internazionale. Lo stesso Ridley Scott afferma che “le informazioni sono il filo conduttore di tutto il film. Ed il sottotitolo potrebbe essere che non ci si può fidare di nessuno neanche del proprio migliore amico. Come volti le spalle per un secondo se ne approfittano. E se gestisci un’organizzazione importante per la sicurezza nazionale, senza un atteggiamento di questo genere finirai per essere debole e vulnerabile. Questo è quello che bisogna fare”.

Body of Lies

Saltando da un paese all’atro e cercando di tenere alta l’attenzione per tutti i dettagli utili a comprendere la trama, Scott dirige un opera importante. Perfetta in tutte le sue parti, la struttura non pecca di nulla. Azione, tensione, privato ed emozioni, confluiscono nell’unico calderone a disposizione in un crescendo di maestria registica. I due attori non hanno più bisogno di dimostrare quanto bravi siano eppure riescono a ancora una volta ad impressionare per le risapute doti recitative. Nessuna Verità è un film che non va assolutamente perso.

Pride and Glory

Pubblicato in Emozioni, Poloziesco da pinkandthecity il Ottobre 29, 2008

 Ieri sera grande notte Romana con Colin Farrell al Festival del cinema con il film americano Pride and Glory. Regia di Gavin O’Connor, riporta al cinema la corruzione della polizia newyorkese. Il cinema americano, come il nostro con i film di mafia, cerca sempre di mostrare i racconti di persone corrotte, e successivamente punite. Sfida senza regole e The departed sono solo due lampanti esempi di questo trend, ma Pride and Glory è il primo che ha il coraggio di parlare della corruzione a New York. “Dopo l’11 settembre tutto è cambiato. A New York ho perso tantissimi amici. Ed ora la città è diversa. Quando cresci a New York sai dell’esistenza di qualcosa che si chiama Blue Wall of Silence che riguarda i poliziotti e quella è un’istituzione che non può cambiare” afferma il regista. E su questa istituzione, codice d’onore inviolabile, O’Connor basa il suo film.

Quattro agenti della polizia di New York sono rimasti uccisi in un agguato. Il tragico evento scuote l’intero dipartimenti di Polizia, mettendo tutti in allerta. Con un assassino a piede libero e così tanto in gioco, il capo dei detective di Manhattan, Francis Tierney, chiede a suo figlio Ray di condurre le indagini. Ray accetta il caso anche se con riluttanza, consapevole del fatto che i poliziotti uccisi prestavano servizio sotto il comando di suo fratello, Francis, ed al fianco di suo cognato Jimmy Egan. Apparentemente sembrerebbe trattarsi del solito sequestro di droga finito male ma Ray comincia a rendersi conto che qualcuno deve aver informato gli spacciatori dell’imminente arrivo della polizia. Probabilmente si tratta di qualcuno all’interno. Le prove sembrerebbero condurre verso persone di cui non dubiterebbe mai: suo fratello e suo cognato. Col trascorrere del tempo, il caso mette sempre più a dura prova i membri della famiglia, obbligandoli a scegliere tra la lealtà che li lega e la fedeltà verso il dipartimento di Polizia.

Lo sguardo del regista cerca di pedinare tutti i personaggi catturandone gli aspetti più intimi. Questi uomini si mostrano fragili nella loro solitudine ed hanno paura di tradire la propria famiglia ed il codice d’onore. Ma lo fanno ugualmente, la smania di soldi e la vendetta portano alla rottura del patto più grande. La distruzione del legame fraterno. La storia, che non è neanche troppo originale, colpisce grazie ad elementi capaci di rapire il pubblico. Un grande dramma e l’appartenenza viscerale ad un territorio amato. Pride and Glory, mostra più ombre che luci, ma non per questo non è un film positivo. Il finale non è raggiante ma lascia un frammento di sconforto. Di sicuro ha convinto il pubblico.