Party COVER BOY @ Muccassassina
Fonte: FuoriLeMura.it
Si è svolta venerdì sera, nello storico locale gay romano Muccassassina, la festa ufficiale del lancio del film Cover Boy. Noi di FLM eravamo tra gli invitati ed abbiamo potuto assistere al lancio di una piccola opera che a spintoni è riuscita ad approdare nelle sale italiane e che, ancora più difficilmente, sta scalando le classifiche.
L’interno del locale è stato tappezzato dei manifesti del film. Un ragazzo dal fisico asciutto porta le mani al cielo. E’ completamente nudo e senza colori. Vaga per le strade di una lontana città di un colore blu soffocante. Wear the revolution è lo slogan che comparirà sulla medesima immagine nel film. Non è altro che un banale ed offensivo cartellone pubblicitario. In questo modo si presenta il film. Un’immagine forte che cerca di attirare l’attenzione dei passanti.
Allo stesso modo, durante la serata, si cerca di attirare nella maniera più colorata possibile i nuovi spettatori. Le drag, vestite da dee greche, al motto “Siamo Dei, ma siamo anche gay”, presentano il regista Carmine Amoroso al pubblico del Mucca. Amoroso, visibilmente emozionato non può fare a meno di ricordare quando, solo un anno prima, era un anonimo tra gli altri frequentatori del locale. Ora invece diventa un esponente attivo nella campagna dei diritti gay.
In realtà Cover Boy quasi non tocca le tematiche gay, se non per il velato rapporto tra i due protagonisti Ioan e Michele. Il loro rapporto vedrà il culmine dell’erotismo nella scena del bagno ad Ostia, ma la narrazione si occupa più che altro di mostrare la precarietà di chi in Italia non trova lavoro e dei ragazzi che pensano di trovare da noi la stabilità economica. Carmine Amoroso si carica in spalla le responsabilità di una storia complicata da mostrare ma appare comunque rilassato e felice delle sue scelte.
Cover Boy è una piccola opera che merita di essere vista. In tutta Italia il film è partito con sole 5 copie ed ha raggiunto nell’ultimo week-end di marzo la vetta delle classifiche per incasso medio. Ora il numero di copie salirà a 14 e, per quanto ancora pochissime, avrà modo di essere visto maggiormente. Questo è il segno che i prodotti giudicati “rischiosi” forse non lo sono così tanto e se non fosse stato per il coraggio dei produttori non avremmo mai potuto apprezzare la schiettezza e le verità di Cover Boy.
Across The Universe
Prima o poi bisognava aspettarselo un musical sulle note più emozionanti dei “Beatles”. Dopo tanta attesa per questo progetto esce nelle sale il visionario musical “Across the Universe”. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e già accolto da buone critiche, ora il film è pronto a stregare, o meglio strabiliare e stordire con le sue note.
“Across the Universe” è una storia d’amore senza tempo ambientata nei rivoluzionari anni ‘60. Jude (Jim Sturgess) decide di andare a vivere in America per ritrovare suo padre e la vita che ha sempre sognato, ma le luci colorate di New York lo attirano verso un’altra strada. Rock’n roll, rivoluzione, Vietnam, e divertimento ingoiano completmente Jude che si fa trascinare nel grande circo che erano gli anni ‘60. Jude ama Lucy (Evan Rachel Wood) disperatamente e per lei rischierebbe tutto, ma la gelosia comincia a rodere l’anima così come le rivolte e le guerre.
La regista Julie Taymor torna a fare centro dopo il bellissimo “Frida” con un film definito da molti un capolavoro. Rock, amore, trasgressione e rivolta sono gli elementi che esprimono al meglio la stoffa di “Across the Universe”. Il film riesce a modellarsi sui brani musicali che descrivono nel miglior modo possibile le emozioni dei personaggi. Jude, Lucy, e tutto il loro entourage di amici si fanno spazio con prepotenza nel raccotno rubandosi la scena l’un l’altro. Ma anche per questo “Across the Universe” è un musical del tutto atipico. Quasi completamente cantato ha pochi pezzi ballati. Le coreografie di Daniel Ezralow cercano di mostrare esattamente la realtà seza modificarla per renderla eccessiva e rarefatta. I momenti migliori sono però quelli più visionari e scenografici. Come se si entrasse nelle menti dei protagonisti, le loro idee vengono mostrare con coraggio e teatralità e un semplice esempio è il pezzo “I want you”, decisamente imperdibile.

Ma la musica fa da vero protagonista. I migliori brani di sempre fanno vibrare ed emozionare. Hey Jude, All You Need Is Love, I Want To Hold Your Hands sono solo alcuni dei pezzi presenti nel film.
Forse non è il miglior film dell’anno ma sicuramente “Across The Universe” è ben fatto, degno di essere visto ed ascoltato.

“ACROSS THE UNIVERSE” E’ CONSIGLIATO…
… agli amanti degli anni ‘60 ed ai ragazzi che credono ancora nell’amore oltre ogni confine.
