Omaggio a Steno

Steno, grande della commedia italiana, viene celebrato all’Auditorium con un omaggio particolarissimo dal sapore monumentale. Maite Carpio, ha messo insieme i ricordi degli amici e dei figli (Carlo ed Enrico Vanzina), cercando di inserire i momenti dei suoi film che sono passati alla storia.
La sala, gremita di persone che il cinema lo amano e lo respirano, osservano lo schermo ricordando i tempi lontani in cui il cinema italiano era davvero bello. I tempi in cui l’Italia non viveva nell’oro ma sicuramente non viveva in un momento critico come l’attuale. E così, tutti, ci siam ritrovati a dimenticare le nostre crisi per rilassarci con i film che grande hanno reso il cinema italiano. Un americano a Roma, Febbre da Cavallo, Totò a colori sono solo alcuni dei titoli portati al cinema da Steno. “Steno è stato per me molto importante da un punto di vista professionale” – dice Mario Monicelli – “è una persona di grande talento: gli ho voluto molto bene. Era una persona mite, molto generosa, non era un sopraffattore, una persona da cui ho imparato molto, a ragionare, ad essere civile”. E come lui anche Scarpelli, Vincenzoni, e tantissime altre persone si uniscono al coro di complimenti e bei ricordi. Enrico Vanzina, visibilmente emozionato, non riusciva a parlare per l’emozione provata rivedendo suo padre sullo schermo e Montesano, lanciato al cinema da Steno, ha voluto raccontare alla platea tutte quelle storie buffe che accadevano sui set di Steno.
Anche se non si è preso parte a questo grande periodo di cinema, non si può non ringraziare Stefano Vanzina (questo il suo vero nome) per tutto ciò che ha fatto. Per aver mostrato con comicità e tranquillità i problemi di un piccolo paese, e per essere rimasto puro in quel mondo di trasgressione e noir che era la cinematografia italiana.
Ed una volta usciti dal cinema tutto l’Auditorium si è ritrovato nel mezzo di una manifestazione studentesca, giunta fin sul tappeto rosso a distruggere quello che di culturale si cerca (con difficoltà) di creare. Ed osservando la folla di ragazzi urlanti si ripensa con malinconia a quelle pellicole e si vorrebbe fuggire ancora una volta nelle storie romane di Un giorno in pretura.
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