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Intervista a Tom Cruise

Pubblicato in Interviste, Tom Cruise da pinkandthecity il Aprile 6, 2008

tomcruise360romafilmfestival“Lions for Lamd”, in italiano “Leoni per Agnelli”, è il nuovo film di Robert Redford. Presentato a Roma nella sezione “fuori concorso”, rappresenta uno dei film più attesi del festival. La stampa ha incontrato Tom Cruise che gentilmente ha risposto spiegandoci il senso del film.

Come è entrato in questo progetto?

Avevo sentito che Bob (Robert Redford n.d.r.) stava per fare un film e che ci sarebbe stata anche Meryl (Meryl Streep) e io l’ho voluto fare. Ho molta ammirazione per Bob. Lui è all’avanguardia. Quando ha cominciato ha deciso di rompere con gli studios ed ha fatto esattamente quello che ha voluto. Quando ho finito di girare il film “Taps”, per esempio, Bob stava facendo “Ordinary People” e pensai che riusciva a fare cose interessanti in modo estremamente intelligente. Io studiavo i suoi film ed adesso, aver avuto questa possibilità, è una cosa fantastica.

Redford è un attore ed un regista allo stesso tempo. Sotto la sua direzione come ha gestito la sua recitazione?

E’ stata un’esperienza straordinaria. Lui si cala completamente nel personaggio. Ha una grande forza intellettuale. In una scena ero seduto ad un tavolo con Meryl Streep e nella scena entra Robert per darmi dei consigli. Ero stupefatto. Pensavo: “E’ come trovarsi in una scena de -La mia Africa- “, ed ero immobilizzato. Ho lavorato con persone che ammiro ed è stato appassionante.

Film come questo possono cambiare la concezione della guerra?

Non considero questo un film di guerra ma spero che possa in qualche modo costruire un dialogo. Quando guardo “The Candidate” mi rendo conto che film di questo tipo diventano con il tempo sempre più importanti. E’ il tipo di film che mi interessa e penso che anche questo film sarà valido tra cinque anni. Il punto non è parlare di Iraq o Afganistan, la cosa importante è che le persone siano stimolate a dialogare. Solo con il dialogo si può ottenere quello che si vuole.

Lei è una persona che per avero pubblicamente parlato della sua religione è stato massacrato dalla stampa. Qual’è la via migliore per raggiungere il rispetto tra religioni e culture?

Credo che tutti dovrebbero parlare liberamente. E’ solo comunicando che si attraversano i confini con il rispetto per gli altri. Io sono stato fortunato. Da ragazzo speravo di arrivare qui. Vedere altri. Conoscere tutto il resto, ed ora che posso farlo vedo che i conflitti possono essere risolti con la comunicazione. Questo è l’unico modo per avere fiducia reciproca. In questo modo si affrontano le guerre.

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