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Quello che c’è da sapere su Michael Jackson

Pubblicato in Uncategorized da pinkandthecity il Luglio 12, 2009

MichaelJackson-People-Usa-13.07.2009

Il Re è morto ed in venti minuti, il minimo per rimanere in silenzio e cominciare a pensare, il web si è scatenato. Orde di blogger, tabloid, magazine e fan site hanno cominciato a ticchettare sulle tastiere alla ricerca del dettaglio non detto, della piccolezza taciuta, del segreto ben nascosto. Il Re è morto, ma il gossip, neanche lontanamente claudicante, si è solo ingigantito. Così, nell’immensa battaglia tra la santificazione di Michael Jackson, e la sua definitiva distruzione, storie simpatiche, grottesche e di rivincita vengono sbattute in prima pagina, ed anche se ci professiamo “non interessati”, stiamo sempre lì a leggere quello che succede.

MichaelJackson-EntertainmentWeekly-Usa-10.07.2009-03

PEDOFILIA. Lontanto da voler accusare o assolvere, quando Jackson è stato accusato per la seconda volta di pedofilia nel 2005 tutti hanno detto: “ovvio che se li porta a letto”. Poi Jacko viene assolto ed è stata la volta di: “vabbè, chissà quanto avrà pagato per essere assolto”. Poi lui muore e Jordie Chandler, il primo ad averlo accusato dice:  ”Mio padre mi ha fatto dire bugie. Ora non posso piu’ mentire, chissa’ se Michael mi perdonerà”. Storia archiviata.

FUNERALE. Michael fa notizia più da morto che da vivo, e l’organizzazione del funerale è stata più seguita di Six Feet Under. Bara d’oro o in mogano? Biglietti a pagamento o lotteria per i sudditi del Re? Funerale con tour della bara, o sepoltura silenziosa? Certo, Michael, come lui stesso ha chiesto, avrebbe voluto essere cremato e spedito sulla luna. Tutto si può dire di lui tranne dargli del minimalista.

MichaelJackson-Time-SpecialCommemorativeEdition-Usa-07.2009

FIGLI. Bianco latte come il padre, che però era geneticamente nero. E quindi, alla lettura del testamento, tutti vogliono sapere la verità sui bambini di Jacko. Via, quindi, ai test di paternità. Risultato: i bambini non sono i figli biologici di Michael Jackson, ma sono i figli della mamma surrogato e del dermatologo di famiglia. Meglio che in Beautiful. Affidati, per ora alla famiglia, in caso di necessità, Jacko riporta nel suo testamento, “i bambini avranno come tutore Donna Summer”.

SALUTE. Certo, non il volto della vita salutare, Jacko, negli ultimi scatti prima della morte, non sembrava neanche tanto malaticcio. Pillole, droghe, e bibite energetiche, hanno portato il cantante ad un lento deperimento, fino al momento della sua morte (testimoniato dalla registrazione della telefonata di un suo caro al 911). La tata dei sue figli ha subito detto che spesso ha dovuto eseguire lavande gastriche per salvarlo dalle medicine. Intanto la seconda autopsia è stata fatta, e la famiglia (oltre che tutti noi), siamo qui ad attendere i risultati.

MichaelJackson-RollingStone-Usa-SpecialCommemorativeIssue-10.07.2009

DEBITI. Morto con circa 500 milioni di dollari di debiti (300 milioni alla Barclays), Jackson non era un tipo parsimonioso. Viveva come la Regina Elisabetta nel suo Neverland e collezionava oggetti d’arte di gran valore. La sua dimora è valutata 100 milioni di dollari. Ed i diritti di tutte le canzoni dei Beatles, acquistati nell’85 per 50 milioni di dollari, ora ne valgono più di un miliardo. Sicuramente il debito lasciato, sarà coperto in un paio di giornate di vendita massiva.

LIZ TAYLOR. Amica di vecchissima data di Michael, non ha voluto partecipare al funerale evento. Troppo commossa per una cosa simile, e troppo sicura che Jacko avrebbe voluto altro. Ed infatti, ci tiene a precisare tramite Twitter che “davvero non credo che Michael avrebbe voluto che dividessi il mio dolore con milioni di altre persone. Quello che sento è solo una cosa mia e sua. Non un pubblico evento”. E quindi, ha logicamente deciso di tenere propri i sentimenti spiattellandoli sul social network più in voga del momento.

Foto| SuperPop

Via| FLM

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Dsquared2. Spring/Summer 2010

Pubblicato in Uncategorized da pinkandthecity il Giugno 26, 2009

di Daniele Catena

dsquared 2 ss 20102

Dsquared2 è un brand che ha sempre dimostrato di essere al passo con i tempi, senza mai rinunciare al concetto di moda come gioco e divertimento erotico. Le collezioni a tema, che hanno lanciato Dean e Dan Dsquared nell’olimpo della moda commerciale, hanno sempre stupito, sconvolto e venduto. La collezione religiosa è quella che più di tutte ha lasciato un sengo. Crocifissi, cuori sacri e colombe stampate hanno trasformato l’icona religiosa in un simbolo di street art wear. Certo, anche Dolce & Gabbana l’hanno fatto, ma in chiave più glamour e classica.

Dopo lo stile Hip Hop e street, che ha caratterizzato le vendite di questa stagione, Dean e Dan pensano al 2010 con una nuova collezione urbana dedicata ai mestieri. Come al solito play is better. E quindi il boy scout, il muratore, l’escursionista ed il macellaio diventano parte del nuovo immaginario fashion. Colori accesi, tessuti grezzi, militari e spillette sono tutti mischiati per un meltin’ pop confuso e sexy. L’uomo torna uomo, e talvolta anche un pò nerd. L’abito diventa dimostrazione della voglia di divertirsi e si fa maschera camp di un immaginario notturno.

Dsquared2 è l’eccesso che piace. E’ il gioco che vende. E’ un brand in continua ascesa.

Foto via|  CooleChic